La bellezza è negli occhi di chi contempla

PER TUTTI

PER TUTTI

L’Assemblea Sinodale del nostro decanato si è prefissata l’obiettivo di guardare al territorio, fotografando quel che esiste e individuando urgenze pastorali, per fornire materiale di riflessione a tutti i consigli pastorali e stimolare alla collaborazione.
L’attenzione si è focalizzata su preadolescenti e adolescenti e verso le famiglie, considerandoli ambiti da cui si percepisce oggi un grido d’emergenza sociale molto forte. La Chiesa, che vive nel mondo e per il mondo, ha da sempre provato a rispondere a ciò che considerava le urgenze del periodo storico contemporaneo.
I dati reali raccolti ci dicono che, in base al numero delle famiglie residenti in decanato, meno del 10% frequenta le nostre chiese per la messa domenicale e, tra queste, che solo il 2% è impegnato in parrocchia. Numeri che non ci sconvolgono, tutto sommato ce li aspettiamo, ma che effetto ci fa leggerli nero su bianco? Noi ci siamo chiesti: e il restante 90%?

Quali desideri, quali bisogni, quale sete sente oggi? Vengono raggiunti dalla nostra Bella Notizia, e se sì in che modo? Che percezione hanno della Chiesa? Come arrivare a tutti?

Ci risuonano ancora le parole di Papa Francesco alla GMG di Lisbona del 2023, quel “TODOS, TODOS, TODOS”: “…nella Chiesa c’è spazio per tutti. Nessuno è inutile, nessuno è superfluo, c’è spazio per tutti. Così come siamo. Tutti, tutti, tutti… Padre, ma oggi sono un disgraziato, c’è posto per me? C’è posto per tutti. Il Signore non punta il dito, ma apre le braccia…”

Come essere oggi coloro che facilitano un’esperienza di Chiesa dove tutti si sentono chiamati ed amati?
Ci pare di intravedere due piccole strade, che sono collegate.
La prima è la relazione. Un invito fatto a tu per tu, personale, vale più di mille avvisi o volantini. Una relazione fatta di ascolto e gentilezza, che ci fa dire: “Tu ci sei adesso per me. Sentiti coinvolto personalmente.”
La seconda è la fraternità. Non possiamo pensare da soli di arrivare a tutti, o di aiutare tutti. Le situazioni di emergenza sono le più disparate, cosa posso fare io? Mi sento impotente, allora non faccio nulla. Al contrario: la carità può essere fatta insieme, aiutando una persona alla volta, un volto per volta; e se oggi non posso io, magari puoi tu, io ti sostengo e insieme possiamo fare la differenza, o almeno provarci.

Fra e Francio
Fraternità EG

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