La bellezza è negli occhi di chi contempla

s. Gregorio Magno

s. Gregorio Magno

 Lc 16, 16-18

Il Signore Gesù disse: «La Legge e i Profeti fino a Giovanni: da allora in poi viene annunciato il regno di Dio e ognuno si sforza di entrarvi. È più facile che passino il cielo e la terra, anziché cada un solo trattino della Legge. Chiunque ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio; chi sposa una donna ripudiata dal marito, commette adulterio».

#ricchezza #compimento #legge #adulterio

In questo brano Gesù sta parlando con i Farisei. Ha appena concluso un discorso sulla ricchezza, in cui mette in guardia dal servire il denaro (mammona).
La ricchezza però non è solo denaro: può essere anche uno status, una posizione di prestigio. Gesù si riferisce, infatti, alla posizione dei farisei all’interno di Israele.
In questo caso il rapporto dei farisei con la legge non è più un rapporto di guida nei confronti dei credenti, ma la sua conoscenza è diventata uno strumento di potere. Se ne sono impossessati, piegando la legge ad una finalità che non era più quella originaria.

Il prima e il dopo a cui Gesù fa riferimento non è un cambiamento della legge, ma il suo pieno compimento.

Il compimento viene spiegato anche con l’esempio dell’adulterio e del ripudio. Al tempo era possibile abbandonare completamente la propria moglie, anche senza particolari motivi; trattandola, di fatto, come un oggetto, invece che come un soggetto pari nella coppia.
Gesù ci indica che il compimento della legge consiste nel mettere al centro delle relazioni di parità, dignità, reciprocità.
CI mette in guardia dal pervertire la legge in modo da scalzare il Signore stesso, ma di accoglierla in pienezza, in una relazione da servi.

Servire è Regnare
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