La bellezza è negli occhi di chi contempla

Esercizio di sconfinamento

Esercizio di sconfinamento

Un’esperienza svolta a fine Agosto: l’Erasmus per un docente non è mai un semplice viaggio di aggiornamento professionale, ma un profondo esercizio di sconfinamento. Tornare in aula dopo aver vissuto giorni di confronto intensivo con colleghi di altri Paesi significa guardare al proprio mestiere con occhi completamente nuovi.

Per chi insegna, il valore di una simile formazione risiede innanzitutto nell’umiltà di porsi nuovamente nella condizione di chi impara.

Un docente non può mai cedere alla tentazione della routine o dell’appagamento; la ricerca metodologica e la curiosità intellettuale devono rimanere i pilastri guida dell’azione didattica. Continuare a mettersi in gioco, ad esplorare nuovi linguaggi e a contaminare le proprie prassi è un dovere etico verso i propri studenti, per mostrare loro con l’esempio che l’apprendimento è un viaggio che dura tutta la vita.

Attraverso questo percorso, il senso stesso dell’Europa smette di essere un concetto astratto o una costruzione burocratica e diventa carne, voce, condivisione. Abitare uno spazio comune di formazione dimostra come, al di là delle differenti lingue e tradizioni pedagogiche, la scuola europea condivida le medesime sfide, gli stessi dubbi e la stessa smisurata passione per la crescita dei giovani. L’incontro con altre culture non solo arricchisce il bagaglio metodologico, ma restituisce una dimensione di cittadinanza attiva e plurale che costituisce il cuore propulsivo dell’Unione.

Un sentito e profondo ringraziamento va al mio Liceo, un istituto che crede fermamente nel valore strategico dell’internazionalizzazione e investe con convinzione nei progetti Erasmus. Promuovere la mobilità e l’apertura europea significa credere nell’innalzamento della qualità dell’offerta formativa per tutte le nostre studentesse e tutti i nostri studenti.

Angelo (Avigliano, PZ)

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