La bellezza è negli occhi di chi contempla

“..e una speranza è nata nella tua vita..”

“..e una speranza è nata nella tua vita..”

Con queste parole che tinteggiano il mese missionario, vorrei condividere il racconto di un’estate un po’ speciale, un’esperienza che mi ha trasportato oltre le mura del quotidiano per farmi camminare alla scoperta del sogno di Dio che sogna con me.

In realtà, l’avventura vissuta con i Laici Missionari Comboniani a Cavallino (Lecce) parla non solo dei “miei” sogni, ma dei “nostri” sogni di famiglia, di Comunità, di gruppo: essi si sono intrecciati lasciandoci interpellare da due figure che hanno fondato la propria vita tra fede e azione, tra ascolto dell’altro e concretezza quotidiana, tra profondità spirituale e verticalità dell’operato.
La visione di San Daniele Comboni, uomo audace e che ha scoperto la sua vocazione scrutando l’orizzonte, ci ha insegnato che il sogno di Dio non conosce confini. Il suo desiderio che
palpitava in ogni suo battito era la rigenerazione dell’Africa attraverso l’impegno profondo di “Salvare l’Africa con l’Africa”: il suo sogno si è trasformato nella missione fondata su viaggi,
incontri di storie ed una fiducia incrollabile nella Provvidenza.
Comboni ci ha indicato principalmente il fatto che, per sognare in grande con Dio, bisogna partire, muoversi, sporcarsi le mani: come possiamo, nel nostro essere profondamente laici, lasciarci interrogare su ciò che significa per noi portare dignità e vita dove sembrano esserci solo ombre?


Accanto a lui abbiamo scoperto/riscoperto la figura di Don Tonino Bello, un pastore che ha saputo sognare un mondo differente, in cui scorgere il volto di Cristo negli occhi dei poveri, dei
sofferenti, dei dimenticati: il suo sogno non era la ricchezza o il potere, ma la giustizia, la pace e la fraternità.
La sua visione di una Chiesa “del grembiule”, umile e al servizio, ci ha interrogati e ci ha fatto capire che il sogno di Dio non è un’illusione, ma una realtà che si costruisce giorno dopo giorno, con gesti di amore concreti e incondizionati; ci ha accompagnato a chiederci “di quale tovaglia della convivialità ci facciamo testimoni” e, ancora più a fondo, ci ha fatto riflettere “in quale potere dei segni la Chiesa di oggi si incarna”.

Il nostro campo estivo è stato “un cantiere in costruzione”: attraverso spazi di testimonianze e formazione, momenti di preghiera, tempi di gioco per ragazzi e adulti, laboratori di riflessione e condivisione, abbiamo provato ad unire il coraggio del Comboni con la tenerezza di Don Tonino: abbiamo (forse!) un po’ di più scoperto che “il sogno di Dio è un sogno plurale”, dove
ognuno di noi è chiamato a costruire un mondo più giusto, più fraterno e pieno di speranza.

Con la certezza di continuare a sognare e a fare della nostra vita un riflesso del sogno di Dio, vi invito, magari per la prossima estate, ad unirvi a noi (www.laicicomboniani.it).

 

Carlo Fiori

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: