La bellezza è negli occhi di chi contempla

s. Alessandro

s. Alessandro

Lc 7, 24b-27

In quel tempo. Il Signore Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? Allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito con abiti di lusso? Ecco, quel li che portano vesti sontuose e vivono nel lusso stanno nei palazzi dei re.

 

Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, io vi dico, anzi, più che un profeta. Egli è colui del quale sta scritto: “Ecco, dinanzi a te
mando il mio messaggero, davanti a te egli preparerà la tua via”».

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Ci sono anche oggi, come ai tempi di Giovanni il Battista, più o meno un grande numero di persone che sono attratte da qualche personaggio che con atteggiamenti da profeta predica e promette chissà cosa, dai cosmetici alla distruzione della terra.
La gente cerca chi risolva i grandi nodi del nostro tempo, predichi di giustizia o di pace, ma sembra fatichi a distinguere un ciarlatano da un vero profeta.
Questo perché in genere diamo ragione e apprezziamo qualcuno che ha le nostre stesse convinzioni.

Ma Gesù mostra a quelle persone che accorrevano dal Battista chi è davvero la persona che si muovono per ascoltare.
Mostra loro che dietro quel Battista c’è il disegno che Dio ha tracciato, la missione che gli ha dato, il significato vero di ciò che Giovanni dice.

E noi? Cerchiamo i profeti, quelli veri, che esistono? Li cerchiamo lì dove essi sono?
Anche oggi esistono profeti di pace, persone che lavorano per la pace. Chiediamo al Signore di non diventare canne sbattute dal vento, ma di saper discernere tra chi è profeta di pace, lavora per la pace e chi propone invece soluzioni di guerra.
Non stanchiamoci di sostenere gli operatori di pace con la preghiera e di seguirli.

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