E dove potrebbe andare in pellegrinaggio il circolo Laudato si Busto Arsizio-Gallarate se non ad Assisi? Così è stato ad ottobre dello scorso anno. La città, com’è noto in tutto il mondo, è un
centro di devozione e un luogo di riflessione, nel quale immergersi in un’atmosfera di pace e contemplazione, sulle orme di San Francesco.
Ma grazie all’aiuto di Antonio Caschetto, coordinatore del Movimento, che ci ha guidato in quei giorni, abbiamo visitato luoghi che ci hanno fatto scoprire un’Assisi inedita.
Innanzitutto lo stabilimento delle Fonderie di Assisi, situato ai piedi della cittadella, che con il suo rumore incessante e l’odore provocato dalla lavorazione del metallo, è da anni al centro di azioni
da parte di comitati cittadini per la salvaguardia dell’ambiente.

E ancora, la chiesa di Santa Maria Maddalena, che sorge su uno dei luoghi frequentati da Francesco subito dopo aver abbandonato la casa paterna, a fianco di uno dei lebbrosari dove il
Santo prestava la sua opera. Deputato a luogo del silenzio, si trova ora schiacciata dall’ingombrante presenza di un cavalcavia che la sovrasta e inoltre l’ingresso principale non più praticabile per la presenza di una strada trafficata che corre vicinissima all’edificio.

Ci siamo interrogati su come sia possibile che lo sviluppo dell’urbanizzazione abbia potuto consentire questi scempi, anche e soprattutto in questi luoghi così spirituali e unici sul territorio italiano: come si può essere ancora così ciechi e sordi di fronte al grido della Terra?
«Dobbiamo riconoscere che alcuni cristiani impegnati e dediti alla preghiera, con il pretesto del realismo e della pragmaticità, spesso si fanno beffe delle preoccupazioni per l’ambiente. Altri sono
passivi, non si decidono a cambiare le proprie abitudini e diventano incoerenti».
Sono dure le parole che Papa Francesco pronuncia al n. 217 della sua Laudato si’, l’enciclica sulla custodia della casa comune, ma non possono e non devono lasciare indifferente ogni cristiano che si professi tale.
Dobbiamo quindi evitare di tacitare la coscienza, scaricando le responsabilità sui soliti “potenti” del mondo, convincendoci di essere inermi. Ognuno infatti viene chiamato ad esaminare il proprio
comportamento, a rapportarsi con la natura e i suoi prodotti con senso di responsabilità e rispetto.
Nel nostro comportamento quotidiano siamo chiamati ad agire ciascuno secondo la propria, anche se piccola, parte di responsabilità. Non limitarsi a “pregare perché le persone imitino lo
spirito di san Francesco”, ma realizzare e diffondere concreti comportamenti ecologici.
Franca, Circolo Laudato Sì – Busto


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