Dopo quasi un mese e mezzo, ad inizio Agosto abbiamo finalmente concluso i dodici campi estivi nelle comunità beduine del deserto di Giuda.
Abbiamo iniziato questo cammino con molta incertezza. Pochi giorni prima era entrata in vigore una tregua e non sapevamo se saremmo riuscite a portare a termine i campi estivi. Ogni settimana ci chiedevamo se avremmo potuto continuare, soprattutto quando in alcune comunità la tensione tornava a farsi sentire. Eppure le famiglie ci incoraggiavano a non fermarci, dicendoci: «Venite, fatelo, perché non sappiamo se la prossima settimana saremo ancora qui.»

Oggi rendiamo grazie a Dio, perché siamo riuscite a concludere questo percorso. Sono state settimane intense e profondamente ricche. Più di 400 bambini hanno partecipato ai campi estivi e ogni sorriso, ogni storia e ogni comunità hanno lasciato un segno nel nostro cuore. Vedere il loro entusiasmo in ogni attività e, soprattutto, durante le escursioni, che per molti di loro rappresentavano un’esperienza del tutto nuova, ci ha ricordato quanto valga la pena continuare a credere in loro.

Quest’anno abbiamo lavorato sui valori attraverso quattro semplici ma profonde affermazioni: «Io sono speciale», «Non sono solo, ho tanti amici», «Io posso fare la differenza» e «Io posso seminare la pace».
È stato bello vedere come i bambini riconoscessero con naturalezza il proprio valore, parlassero delle loro qualità e comprendessero che i grandi cambiamenti nascono dai piccoli gesti quotidiani. Ci hanno anche insegnato che la pace si costruisce rispettando gli altri, accogliendo le differenze, chiedendo perdono e imparando a vivere insieme.

Al di là delle attività, il dono più grande sono stati gli incontri. Le famiglie e le animatrici beduine ci hanno fatto sentire, ancora una volta, parte della loro comunità. In alcuni villaggi la familiarità era tale che ci invitavano perfino a indossare gli abiti tradizionali beduini, un gesto semplice ma ricco di affetto che ci ha fatto sentire davvero a casa.
Abbiamo iniziato i campi con temperature più miti e li abbiamo conclusi affrontando i 46 °C del deserto. Il caldo è stato intenso e la stanchezza si è fatta sentire, ma torniamo con il cuore colmo di gratitudine, perché nella semplicità di ogni giornata abbiamo potuto riconoscere la presenza di Dio, che ha camminato con noi e ha sostenuto la nostra missione.
Abbiamo concluso questa esperienza dei campi con il cuore pieno di riconoscenza. Ringraziamo Dio per averci accompagnate in ogni passo e per averci permesso di seminare, insieme a questi bambini e alle loro famiglie, semi di speranza, di dignità e di pace. Ancora una volta ci ha mostrato che sa aprire strade proprio là dove sembrano non esistere.
Suor Lulù (da Gerusalemme-Betania)


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