La bellezza è negli occhi di chi contempla

10 anni Laudato Si’

10 anni Laudato Si’

Era maggio 2015 quando Papa Francesco pubblicò la Laudato si’, una enciclica che fece comprendere, a chi l’ha voluta leggere, il perché lui scelse il nome di Francesco per il suo pontificato. Sono passati 10 anni e oggi, maggio 2025, da poco Papa Francesco ci ha lasciati, ma il suo lavoro è ancora lì a ricordarci che la crisi ambientale e la crisi sociale sono due aspetti della stessa crisi che l’umanità sta attraversando.

Io penso che l’abbinamento dei temi sociali e di quelli ambientali sia la grande novità che l’enciclica rese evidente. Dentro la Chiesa e fuori dalla Chiesa questo binomio non era assolutamente scontato e non lo è tuttora. Però l’approccio sistemico e l’idea della terra come casa comune di cui prendersi cura hanno cominciato a contaminare il pensiero e in alcuni casi l’azione delle persone più attente. Grazie al testo dell’enciclica, oggi la Chiesa ha titolo per essere coinvolta sui temi ambientali e per collaborare in rete con molti altri soggetti per contrastare i processi di degrado sociale.

Non tutti nella Chiesa, però, hanno compreso a fondo la portata di questo documento, che riporta l’uomo nella posizione di custode del creato e non di dominatore. Per usare le parole più impegnative del testo, l’antropocentrismo dispotico viene condannato a favore di un antropocentrismo situato (Laudate Deum 2023), che ridisegna il rapporto fra l’uomo, Dio e la terra.
In questi 10 anni sono nati il Movimento e i Circoli Laudato Si: proprio ora che è venuto a mancare Papa Francesco, è tempo di verificare le esperienze fatte e rilanciare quelle che hanno
messo delle radici e hanno attivato processi virtuosi. E’ tempo anche di riconoscere che il tema continua ad essere attuale e deve essere recepito e raccolto in modo sempre più consapevole.

Silvia N

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