La bellezza è negli occhi di chi contempla

Venerdì della III settimana di Avvento

Venerdì della III settimana di Avvento

 Matteo 17, 10-13

In quel tempo. I discepoli domandarono al Signore Gesù: «Perché dunque gli scribi dicono che prima deve venire Elia?». Ed egli rispose: «Sì, verrà Elia e ristabilirà ogni cosa. Ma io vi dico: Elia è già venuto e non l’hanno riconosciuto; anzi, hanno fatto di lui quello che hanno voluto. Così anche il Figlio dell’uomo dovrà soffrire per opera loro».

 

Allora i discepoli compresero che egli parlava loro di Giovanni il Battista.

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Gesù e i discepoli hanno appena vissuto l’esperienza della Trasfigurazione, dove hanno avuto un assaggio della gloria di Dio. Nella tradizione ebraica il Figlio di Dio sarebbe stato annunciato dal ritorno del profeta Elia ma loro non l’hanno visto. Non devono più credere alle Scritture o Gesù non è il Messia che aspettano?

Che tipo di Messia si aspettano? Quali segni cercano e riconoscono della presenza di Dio nel loro quotidiano? Hanno lo sguardo e il cuore aperto all’imprevisto, alla novità? Ad un Messia che non arriva tra squilli di tromba e atti di rivalsa?

Gesù li riporta a Giovanni Battista … non è stato capito, è stato addirittura ucciso.
Hanno toccato con mano la sofferenza e il dolore, ma rischiano ancora di perdersi, di distrarsi dall’essenziale predicato e scelto da Giovanni e concretizzato in Gesù.

Gesù ci prende per mano e ci porta a Dio, è con noi in ogni nostro incontro, in ogni nostra fatica, in ogni nostra conquista; con amore immenso si fa bambino per tutti, anche per questo Natale. Siamo pronti ad accoglierlo? A vederlo in chi ci viene chiesto di amare ogni giorno?

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