La bellezza è negli occhi di chi contempla

Si può cambiare!

Si può cambiare!

Prima del cambiamento, c’è il desiderio di cambiamento. È un pensiero ovvio, forse superfluo, ma sarebbe sbagliato darlo per scontato.

Se si parla con chiunque vive la scuola ogni giorno (presidi, docenti, alunni, collaboratori scolastici e anche genitori), tutti concorderanno sul fatto che la scuola debba cambiare. Chi la vorrebbe più digitale, chi meno digitale, chi vorrebbe tornare ai bei vecchi tempi, chi invece guarda al futuro, chi vorrebbe scuole più pulite e colorate, chi le vorrebbe più grandi e solide. Tutti, insomma, vogliono la scuola diversa da quella che è ora.

Il rischio è di limitarsi ad accumulare lamentele nei corridoi, per poi tornare a casa e lasciare tutto com’è. Cosa non deve mancare, quindi? Il desiderio di cambiamento, quella spinta sorretta dalla speranza, che ti fa agire concretamente, perché trasformare la realtà appare come possibile.

Lo scorso fine settimana ho potuto vedere con i miei occhi quanto sia radicato in molti docenti il desiderio di cambiamento, che va oltre la lamentela. Il gruppo territoriale di Lecco del Movimento di Cooperazione Educativa (MCE) ha organizzato una due giorni di formazione per docenti di tutti i gradi.

Al centro dei discorsi c’era la creazione di spazi di democrazia nella scuola, basandosi sulle idee e le proposte del pedagogista francese Freinet.
È stato stupendo vedere quaranta maestre e maestri, professori e professoresse, educatrici ed educatori sedersi a terra, in cerchio, in mezzo a una radura, per ascoltarsi e imparare. È stato divertente vedere adulti che ballano e giocano insieme, ridendo di piccoli momenti. È stato commuovete percepire il desiderio di cambiamento scorrere tra gli sguardi e le parole di tutti i partecipanti.

La bella notizia è che la scuola può davvero cambiare e fare passi avanti, proprio perché questo desiderio è vivo, e scalpita in molti di noi.

Andrea 

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