La bellezza è negli occhi di chi contempla

Sabato della settimana della V Domenica dopo Pentecoste

Sabato della settimana della V Domenica dopo Pentecoste

 Luca 7, 20-23

In quel tempo. Venuti dal Signore Gesù, i discepoli di Giovanni dissero: “Giovanni il Battista ci ha mandati da te per domandarti: “Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?”.

 

In quello stesso momento Gesù guarì molti da malattie, da infermità, da spiriti cattivi e donò la vista a molti ciechi.

 

 

Poi diede loro questa risposta: “Andate e riferite a Giovanni ciò che avete visto e udito: “I ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciata la buona notizia”.

 

E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!”.

#reMiteUmile #seiTu? #discernimento

Giovanni Battista è stupito per quanto gli viene narrato di Gesù e anche i discepoli di Giovanni, che in questo passo di Vangelo hanno un ruolo molto importante, condividono i dubbi del loro maestro sulla fisionomia profonda, sulla personalità e sulla missione di Gesù di Nazaret. Giovanni decide, quindi, di mandare una sua delegazione a interrogare Gesù: è il desiderio di fare discernimento, la voglia di fare chiarezza sulle vicende che stanno accadendo.
Giovanni Battista, con buona parte del popolo, si aspettava un re potente, che imponesse la pace con la forza, che potesse guidare la lotta contro i nemici del suo popolo, un profeta che avrebbe sradicato, insieme, peccati e peccatori. In realtà Giovanni Battista intravede in Gesù la presenza di un re mite e umile, servo del Signore, che sembra inaugurare un regno del tutto diverso dalle attese, diverso da tutti i regni della terra.

Allora la domanda di Giovanni Battista a Gesù formulata dai suoi discepoli: “Sei tu il Messia?” non è semplicemente una richiesta di conferma, ma la ricerca di una verità più profonda.

Gesù, nella sua sapiente saggezza, e nel suo conoscere le menti e i cuori – come commenta don Enrico Magnani – ha compreso che non è ancora giunto il momento di rivelarsi in pienezza e che i tempi non sono ancora pronti ad accogliere la sua rivelazione…
Gesù, allora, risponde a Giovanni non per mezzo di un discorso su di sé, ma indicando ciò che Lui opera per i piccoli e per i poveri.

A noi l’impegno, ancora oggi, di discernere il vero significato delle parole e dei gesti di Gesù, il Dio che si è fatto Uomo non per dominare ma per portare salvezza e liberazione.

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