Luca 22,67-70
In quel tempo. Gli anziani del popolo, con i capi dei sacerdoti e gli scribi, dissero al Signore Gesù: «Se tu sei il Cristo, dillo a noi». Rispose loro: «Anche se ve lo dico, non mi crederete; se vi interrogo, non mi risponderete. Ma d’ora in poi il Figlio dell’uomo siederà alla destra della potenza di Dio».
Allora tutti dissero: «Tu dunque sei il Figlio di Dio?».
Ed egli rispose loro: «Voi stessi dite che io lo sono».
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Oggi la Bella Notizia ci porta in un momento drammatico: Gesù compare davanti al Sinedrio. Dopo essere stato catturato, ci sarà il tradimento di Pietro, lui che ha seguito il Signore arriva a rinnegare per paura la sua storia.
Quante volte la paura ci blocca e impedisce di prendere decisioni?
“Se tu sei il Cristo, dillo a noi” I capi cercano un pretesto, ma Gesù non cade in questo tranello. Il cuore è chiuso, come a Nazareth dove non poteva operare miracoli.
L’ostinazione del cuore impedisce di dare fiducia, di meravigliarsi e aprirsi agli altri.
“Se vi interrogo, non mi rispondete“. Anche noi non siamo capaci di rispondere a Gesù, alle sue chiamate, alle missioni che sentiamo nel cuore. Non ci lasciamo coinvolgere e rimaniamo freddi.
“Voi stessi dite che io sono“: io sono. Gesù si rivela! E’ il Dio d’amore che ci accoglie, che ci abbraccia e non ci giudica.
Proviamo stasera a domandarci com’è il nostro cuore: aperto o chiuso?
Siamo stati capaci di soddisfare le richieste giunte nel nostro cuore da parte del Signore?


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