La bellezza è negli occhi di chi contempla

Lunedì della settimana della I Domenica dopo la Dedicazione

Lunedì della settimana della I Domenica dopo la Dedicazione

 Lc 9, 57-62

In quel tempo. Mentre camminavano per la strada, un tale disse al Signore Gesù: «Ti seguirò dovunque tu vada».

 

E Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo».

 

A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre».

 

Gli replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va’ e annuncia il regno di Dio».

 

Un altro disse: «Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia».

 

Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro è adatto per il regno di Dio».

#andareperlestrade #distaccodelcuore  #mani

Seguire Gesù non è facile, non è comodo. Non lo era quando abitava questo mondo e non alloggiava esattamente in alberghi a quattro stelle nei continui spostamenti della sua vita pubblica. Non lo è oggi, perché ci è chiesto di “andare per le strade di tutto il mondo” e queste strade sono i luoghi nei quali viviamo tutti i giorni, il lavoro, la comunità parrocchiale, i luoghi della cultura, le piazze e i musei…
Seguire Gesù non è facile, perché, come dice la scrittura “il nostro Dio è un Dio geloso” (Esodo 20), vuole tutto, ci vuole con Lui tutti interi, senza anteporre lutti o affetti alla sequela… Questo significa che Gesù non è capace di provare empatia con i suoi fratelli riguardo all’attaccamento e agli affetti più cari? Anche Lui ha avuto una famiglia, probabilmente (le scritture non lo dicono ma potrebbe essere) ha dovuto seppellire il suo papà, ha dovuto spesso lasciare la sua mamma per predicare in luoghi lontani.

Credo che ciò che il brano di oggi ci suggerisce è un distacco del cuore. Staccarsi da quello che ci dà confort e sicurezza per immergerci in Cristo, essere liberi dalle nostre piccole certezze per abbracciare l’unica grande certezza, uscire e camminare nella vita con e verso di Lui per trovare la strada del nostro destino buono, addirittura vivere gli affetti con quella libertà che non ce li fa possedere, certi che dovremo lasciarli andare, ma che anche l’amore per i nostri cari si ricapitola in Gesù, da Lui si genera e in Lui trova compimento, per essere eterno.

Scrivo queste righe davanti a un pronto soccorso gremito di anziani, deboli, sofferenti. Al loro fianco figli che accudiscono, preoccupati, sfiniti dall’attesa e che forse dovranno a breve lasciarli andare: mi sovviene come sia fondamentale, pensando a questi corpi che si consumano, seguire le mani di Gesù che accompagnano e accolgono queste nostre vite, fatte per cielo.
Sì, il nostro Dio vuole tutto: perché solo in Lui la nostra vita diventa vera!

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