Cosa vi sembra questa immagine? Un bosco verticale? Una struttura ricreativa? Si tratta di un impianto per l’accumulo del calore con facciate in cemento e silos alti 25 metri (che potete
scorgere tra il legno ed il verde), realizzato in una zona residenziale di Torino, in un modo totalmente innovativo: l’impianto ospita terrazzi e giardini pensili, che occupano una superficie di oltre 2.500 metri quadrati, sono presenti quasi 11 mila tra piante e alberi, oltre a una serra di coltivazione.
La presenza delle piante, unita all’integrazione di storage termico e fonti rinnovabili, consente di assorbire 25 tonnellate di CO2 l’anno; oltre a questo aspetto importantissimo per i cambiamenti climatici che stiamo vivendo ed il surriscaldamento delle città, la cosa a mio avviso più emozionante è la bellezza. Può davvero un impianto essere bello? Si!
Bene, allora, l’invito per tutti noi come cittadini è quello di esplorare cosa sta facendo l’amministrazione comunale in cui risiediamo. Ci stiamo interrogando su come le nostre città o paesi
possono adattarsi con particolare riferimento ai picchi di calore estivi, con rischi in primo luogo proprio per la salute sia delle persone più fragili (anziani, bimbi), sia per la vivibilità di tutti noi?
E’ notizia di qualche giorno fa la realizzazione di un vademecum operativo che raccoglie 25 soluzioni basate sulla natura (Nature-Based Solutions), pensate per migliorare il microclima urbano, ridurre gli impatti ambientali e offrire benefici tangibili alla salute e al benessere dei cittadini.
Il progetto europeo coordinato da ENEA, in collaborazione con l’Università Roma Tre, l’Ecologic Institute di Berlino e PwC Italia sta lavorando alla realizzazione in due Municipi romani ad alcune di queste soluzioni: foreste e parchi urbani, tetti e pareti verdi, corridoi verdi, giardini della pioggia, giardini condivisi, orti e frutteti urbani, oasi urbane di biodiversità, rinaturalizzazione aree degradate, buone pratiche per la gestione del verde urbano e dell’acqua piovana.
Cosa si potrebbe realizzare nel tuo paese?
… non perdiamo dunque la Speranza e continuiamo a proporre con creatività soluzioni concrete dialogando con le nostre amministrazioni!
Isabella Brianza, Fraternità Evangelii Gaudium


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