Mt 22,15-21
In quel tempo, i farisei se ne andarono e tennero consiglio per vedere come cogliere in fallo Gesù nei suoi discorsi.
Mandarono dunque da lui i propri discepoli, con gli erodiani, a dirgli: «Maestro, sappiamo
che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità. Tu non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno. Dunque, di’ a noi il tuo parere: è lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?».
Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: «Ipocriti, perché volete mettermi alla prova? Mostratemi la moneta del tributo». Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domandò loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare».
Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio».
Di chi è la tua impronta?
Avete mai notato che sulle monete c’è sempre stampata una figura o un viso? Ai tempi di Gesù, sulle monete c’era il viso dell’Imperatore Cesare. Quando alcune persone andarono da Gesù per tendergli una trappola e chiedergli se fosse giusto pagare le tasse, Gesù guardò la moneta e disse: «Restituite a Cesare quello che è di Cesare, e a Dio quello che è di Dio».
Gesù non voleva solo parlare di tasse o di soldi. Voleva farci capire una cosa bellissima!
Papa Benedetto XVI ci ha spiegato (Omelia nella Santa Messa per la Nuova Evangelizzazione, 16 ottobre 2011) che la moneta appartiene a Cesare perché ha sopra l’immagine del suo viso.
Ma noi, di chi siamo?
Se vi guardate allo specchio, non vedete una moneta, ma vedete voi stessi. E sapete cosa c’è scritto nel vostro cuore? C’è l’impronta di Dio!
Dio ha creato ciascuno di noi a sua immagine. È come se dentro di noi ci fosse il Suo segno speciale fatto d’amore. La moneta si dà all’imperatore, ma il nostro cuore, le nostre azioni e la nostra vita appartengono a Dio, perché è Lui che ci ha donato tutto. Donare a Dio ciò che è Suo significa semplicemente vivere amando, aiutando gli altri e dicendogli: “Eccomi, Gesù, il mio cuore è tuo!”.
Con la famiglia: “Il Sigillo del Cuore”
Materiale occorrente
• Pasta di sale o pongo (oppure un foglio di carta e matite colorate)
• Un pennarello o uno stuzzicadenti
• Una moneta vera per ogni membro della famiglia
Come si fa
1. Il confronto con la moneta: Mettetevi tutti attorno al tavolo. Ognuno prende in mano una moneta, la osserva e nota cosa c’è impresso sopra (un volto, un simbolo, un valore). Parlate brevemente di come quella moneta serva per comprare le cose nel mondo.
2. Creare la “Medaglia di Dio”: Prendete un pezzetto di pasta di sale o pongo e modellate una medaglione tondo. Ora, al posto della faccia dell’imperatore, ognuno lascia sulla propria medaglia la propria impronta digitale (premendo forte il pollice al centro, o anche più impronte).
3. Scrivere il nome: Con lo stuzzicadenti o il pennarello, scrivete intorno all’impronta: «Io appartengo a Dio» e il vostro nome.
4. La condivisione in famiglia: Mentre i lavoretti asciugano, rispondete insieme a questa domanda dialogando:
◦ “Se io porto l’immagine di Dio nel mio cuore, come posso mostrare questa immagine bella agli altri durante questa settimana?”(Esempi: aiutando in casa senza sbuffare, facendo pace con un amico, dicendo una preghiera prima di dormire per qualcuno, regalando un sorriso a chi è triste).
Disegno attività del 181026_261008_171811
Preghiera finale da dire insieme
Signore Gesù,
grazie perché hai stampato nel nostro cuore l’impronta del tuo amore.
Aiutaci a ricordarci ogni giorno che siamo unici e speciali per te.
Desideriamo fare le cose di ogni giorno con gioia, per regalare il tuo sorriso a chi ci sta vicino.
Amen.


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