Lc 18, 15-17
Presentavano al Signore Gesù anche i bambini piccoli perché li toccasse, ma i discepoli, vedendo ciò, li rimproveravano. Allora Gesù li chiamò a sé e disse: «Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite; a chi è come loro, infatti, appartiene il regno di Dio.
In verità io vi dico: chi non accoglie il regno di Dio come l’accoglie un bambino, non entrerà in esso».
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La pagina di Vangelo di oggi ci invita a riflettere su quale rapporto vogliamo costruire e plasmare con Gesù. Il passo esorta ad avere un cuore da fanciullo, caratterizzato da disponibilità all’ascolto e dall’affidamento.
Certo si tratta di una sfida importante, spesso dura. Di fronte alle prove della nostra quotidianità, a volte rimaniamo turbati da tante sollecitazioni e impauriti da tante questioni che non capiamo e che si addensano come nuvole scure all’orizzonte.
Facile sarebbe perdersi in una disperazione che tenderà a chiuderci in noi stessi.
Ma nulla è perduto: non siamo soli. Vi è un Signore che è pronto ad abbracciarci, che ci propone di stare al nostro fianco se siamo disponibili all’ascolto e fiduciosi nella sua vicinanza.
Un invito a stabilire una relazione profonda ed intima che potrà guarire il nostre cuore e sollevarlo nei momenti più difficili, non eliminando i problemi, ma rasserendandoci e portando Pace.
Può essere interessante meditare questa frase: “È l’intimità con il Signore che ci guarisce”. È un pensiero di don Fabio Rosini nel libro “L’arte di guarire” nel quale ci invita ad approfondire il legame con Gesù che è l’unica via per poter essere sanati nelle nostre ferite più profonde che costellano la nostra vita.


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