La bellezza è negli occhi di chi contempla

World Urban Forum a Baku

World Urban Forum a Baku

L’accessibilità abitativa è una delle questioni chiave su cui si gioca il futuro delle città. Ancora oggi «è il tema più importante al mondo. Pur se in modi e contesti diversi, l’accessibilità alla casa è la questione che accomuna tutti i Paesi», afferma Valeria Lingua, segretaria generale INU – Istituto Nazionale Urbanistica, da poco tornata dal 13° World Urban Forum (WUF), tenutosi a Baku, in Azerbaijan. Si tratta della prima conferenza mondiale sulle questioni urbane ed è considerata una delle piattaforme più importanti a livello globale per discutere di tendenze future riguardanti le città.

Il confronto internazionale è necessario per cercare di condividere esperienze e cercare di trovare spunti, idee ed esempi per dare risposta a questioni sempre più rilevanti. Secondo le stime di UN-Habitat, entro il 2030 tre miliardi di persone, circa il 40% della popolazione mondiale, avranno bisogno di un alloggio adeguato. Una tendenza ancora più significativa la si prevede entro il 2050, quando quasi il 70% della popolazione mondiale vivrà in aree urbane, generando una domanda di almeno 40 milioni di nuove abitazioni. Non è un caso che resilienza climatica e crescita sostenibile abbiano dominato il dibattito del WUF.

(..) Ma quali sono stati i messaggi più significativi da chi ha vissuto in prima persona questo evento sul futuro delle città, ma anche sulle necessità abitative?

«Al WUF, il tema era “Housing the world”, quindi, il tema dell’abitare era declinato in un sistema mondo dove c’è ancora una grande diseguaglianza, un’elevata difficoltà a coniugare i diversi interventi», racconta Valeria Lingua.

Se il tema principale del WUF è stato l’abitare, con un’enfasi sull’accesso alla casa, è emerso un forte dibattito sul rapporto tra pianificazione formale e insediamenti informali (come le favelas).

«Non si è discusso in che modo risolvere questo fenomeno in relazione alla pianificazione formale, ma su come le comunità al loro interno siano comunque vive e abbiano un forte senso di identità e di cura degli spazi comuni», precisa Lingua.

 

Su gentile concessione dell’autore Ballocchi, ecco il link per l’articolo completo:

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