Ciao, sono Maria e mi piace fare festa!
Così mi presento, e chi non mi conosce bene mi vede solare e allegra… non si immagina cosa mi porto dentro.
Sono fuggita da Managua con mio marito e con Alex e Lorena, i miei figli. Anche se il mio Paese non è sempre sulle prime pagine dei vostri giornali, la situazione politica non è così stabile e la vita può diventare complicata. Una decisione sofferta, ma netta… siamo partiti e non abbiamo rimpianti. Certo, appena arrivata i problemi sono stati tanti… con lo spagnolo in Italia riuscivo a farmi capire, entrare in relazione con la gente mi viene facile, e da subito non è stato un grande problema…
I problemi della mia famiglia si chiamavano invece documenti, lavoro e casa.
Uno alla volta, li abbiamo affrontati e li abbiamo risolti. I documenti grazie a Dio, sono arrivati abbastanza velocemente, per avere un lavoro invece ho dovuto sudare! Sapete, in Nicaragua
fare la mamma era più semplice… in Italia, voi lo sapete bene, bisogna correre! Quando abbiamo iscritto Lorena a scuola, non c’era posto nella scuola del paese dove abitavamo, così dovevo portarla tutte le mattine, con il treno, nella scuola del paese vicino… e all’ora di pranzo andare a riprenderla! Alex, invece, alla scuola media andava in autonomia, ma al pomeriggio mi chiedeva una grande mano per fare i compiti… io provavo ad aiutarlo, ma ovviamente non riuscivo così tanto a comprendere i libri scritti in un’altra lingua… solo dopo mesi ho scoperto che in parrocchia c’era un dopo scuola dove i ragazzi stranieri venivano aiutati da preziosi volontari che mettevano il loro tempo libero a disposizione… quando l’ho saputo, ho iscritto subito Alex.
Per me la parrocchia è stata un punto di riferimento importante: siamo una famiglia cattolica, quando siamo partiti Alex non aveva ancora fatto la Cresima, ci tenevamo tanto che lui potesse ricevere questo sacramento… perciò il don gli ha fatto fare un percorso aggiuntivo a quello del gruppo di catechismo… Che grande festa il giorno della Cresima, con tutti i suoi amici venuti apposta per lui!
Ma torniamo a me… insomma, tra scuola, parrocchia, e la banda del paese dove accompagnavo Lorena (che ha una passione innata per la musica!) le mie giornate erano ricche…
non pienissime, ma non avevo neanche un tempo lungo continuativo per lavorare… riuscivo solo a fare qualche ora di pulizia qua e là. Poco male. David, mio marito, era fuori tutto il giorno e non si poteva fare diversamente. Almeno fino a che Lorena non ha cambiato scuola: a quel punto ha potuto stare a scuola anche al pomeriggio e in qualche modo io ho avuto un po’ di tempo in più da dedicare al lavoro, e sono stata assunta da una ditta di pulizie in modo stabile… Sono sempre di corsa, e quanto desidererei avere vicina mia madre, perché mi possa dare una mano!
Da voi si dice “Santi Nonni”, ed è davvero così… chissà che quando avremo una casa un po’ più grande (ora stiamo un po’ stretti in un bilocale, piccolo, ma accogliente) possa venire qui
anche lei… quanto mi piacerebbe… e come sarebbe bello fare festa con lei!
(Storia liberamente ispirata da uno dei tanti incontri lavorativi che chi scrive ha avuto la fortuna di avere in questi anni)


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