La bellezza è negli occhi di chi contempla

Venerdì della settimana della VI Domenica dopo Pentecoste

Venerdì della settimana della VI Domenica dopo Pentecoste

 Lc 9, 23-27

In quel tempo. Il Signore Gesù, a tutti, diceva: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. Chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà. Infatti,
quale vantaggio ha un uomo che guadagna il mondo intero, ma perde o rovina se stesso?
Chi si vergognerà di me e delle mie parole, di lui si vergognerà il Figlio dell’uomo quando verrà nella gloria sua e del Padre e degli angeli santi. In verità io vi dico: vi sono alcuni, qui presenti, che non morranno prima di aver visto il regno di Dio».

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Poco prima Gesù ha annunciato per la prima volta ai discepoli il suo patire, la sua morte e Resurrezione: cosa possono aver capito? Cosa possono aver immaginato? Quali sentimenti possono aver provato? Forse non hanno avuto nemmeno il tempo per riflettere che Gesù riprende a parlare, questa volta a tutti e nel tutti ci sono coloro che in quel momento lo seguivano, ma anche tutti coloro che verranno a conoscenza del suo messaggio e quindi anche a noi.

Leggendo il Vangelo oggi, percepisco questo dialogo diretto con Gesù, questo invito diretto a me oppure rischio di pensarlo rivolto ai discepoli o semplicemente ad altri da me?

Fin da subito appare evidente che seguire Gesù è impegnativo, sia per gli uomini e le donne a cui parlava direttamente, sia per noi che lo ascoltiamo duemila anni dopo.
Il Figlio dell’uomo non si tirerà indietro dalla sofferenza, dalle difficoltà, dai dolori e chiede anche a noi tutti di fare lo stesso, lasciandoci la libertà di scegliere se seguirlo.

Quante croci, quante fatiche che spesso nemmeno immaginiamo, quanta sofferenza, quante ferite che spesso vorremmo evitare, eppure Gesù ha sofferto per primo e ci dice
chiaramente che questa è la strada da percorrere. Purtroppo non possiamo evitare certe difficoltà e certe sofferenze, ma possiamo scegliere il modo con cui affrontarle. Purtroppo non possiamo risolvere tutti i nostri problemi o quelli degli altri, ma possiamo scegliere il modo con cui viverli e con cui stare a fianco delle persone.

Cosa vuol dire rinnegare se stessi? Credo che voglia dire mettersi un po’ da parte, volersi bene ma comprendere chiaramente quali passi fare in avanti per Amare l’altro e anche quali passi fare indietro, sempre per il bene dell’altro. 

Oggi va un po’ di moda il pretendere la libertà di fare ed essere felici…va bene, ma spesso mi domando se si riesca ad intuire e vivere fino in fondo la differenza tra l’essere felici “alle
spese” degli altri e l’essere felici perché si è andati incontro all’altro rinnegando un po’ se stessi.

Donami Signore la sensibilità di capire quando il mio “io” supera il limite, quando ciò che interessa a me mi fa girare lo sguardo in un’altra direzione, quando il tornaconto personale
mi fa chiudere il cuore agli altri, quando il mio egoismo mi fa cercare di guadagnare il mondo perdendo me stessa!

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