La bellezza è negli occhi di chi contempla

V giorno dell’ottava del Natale – San Tommaso Becket, vescovo e martire

V giorno dell’ottava del Natale – San Tommaso Becket, vescovo e martire

Mt 2, 19-23
Morto Erode, ecco, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto e gli disse:
«Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre e va’ nella terra d’Israele; sono morti infatti quelli che
cercavano di uccidere il bambino».

 

 

Egli si alzò, prese il bambino e sua madre ed entrò nella terra d’Israele. Ma, quando venne a sapere che nella Giudea regnava Archelao al posto di suo padre Erode, ebbe paura di andarvi.

 

 

Avvertito poi in sogno, si ritirò nella regione della Galilea e andò ad abitare in una città chiamata Nàzaret, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo dei profeti: «Sarà chiamato Nazareno».

 

La pagina di Vangelo di oggi si sofferma sul ritorno dall’Egitto di Gesù e dei suoi genitori dopo la morte di Erode. Protagonista del brano è Giuseppe colui a cui Dio ha affidato la tutela di Gesù e di Maria.

Due sono gli aspetti importanti che emergono dal testo: da un lato l’importanza dell’ascolto della voce di Dio, il quale vuole trasmettere all’uomo un messaggio, dall’altro l’atteggiamento di premura che Giuseppe assume nei confronti della famiglia di cui è responsabile.

Giuseppe infatti ascolta la parola dell’angelo e si lascia guidare dalla sua voce: in un primo momento gli viene annunciato che potrà ritornare nella sua terra e successivamente gli viene detto di raggiungere la città di Nazareth.

Ciò che colpisce è la totale fiducia di Giuseppe che accoglie la parola dell’angelo e la mette in pratica senza più tentennamenti.

L’altro aspetto che viene messo in evidenza è la premura con la quale Giuseppe si prende cura delle persone che gli sono state affidate. Ha compreso quale sia il suo compito e sa che non sarà solo nello svolgerlo, ma è sempre accompagnato dalla PRESENZA di Dio il quale gli indica il meglio per la loro vita.

Chiediamo al Signore di fare nostro lo stile di Giuseppe, il quale è stato in grado di accogliere le indicazioni di Dio e di lasciarsi plasmare dalla Sua volontà, anche quando era proprio difficile accogliere il Suo progetto. Sull’esempio di Giuseppe, impariamo l’arte dell’ascolto e a riconoscere la presenza del Signore nella nostra quotidianità, consapevoli che tutto ciò che ci dirà sarà per il nostro BENE.

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