La bellezza è negli occhi di chi contempla

Una ricchezza da custodire

Una ricchezza da custodire

Abito in una città speciale, circondata dalla montagne e affacciata su un lago che presto diventa fiume.

Una città così è avvolta, si potrebbe dire abbracciata, da una rete di sentieri che collegano la città urbanizzata con i nuclei rurali che si trovano in montagna. 
Molti di questi sentieri hanno un andamento verticale, dal basso verso l’alto, lungo le antiche mulattiere dove si spostavano anche gli animali che salivano verso gli alpeggi estivi. Qualcuno di questi sentieri invece, ha un andamento orizzontale, un tracciato che attraverso numerosi saliscendi, raccorda e collega tra loro gli altri sentieri verticali.
I miei concittadini amano passare il tempo libero in montagna, per questo godono dei sentieri per camminare o per correre, alcuni anche per arrampicare o andare in bicicletta. Però per non perdersi o per non farsi male, qualcuno deve vigilare su questi sentieri, fare manutenzione, sistemare la segnaletica. Un lavorio costante che non è mai finito. Per fortuna, tante associazioni si impegnano a custodire questi sentieri: alpini, associazioni sportive, amici dei rifugi, ognuno cerca di fare la sua parte. In particolare il CAI ha fatto un impegnativo lavoro di mappatura e sistemazione delle paline con le frecce segnaletiche.
I sentieri sono ancora oggi una risorsa per la città e per i suoi ospiti. Hanno un grande valore ambientale e culturale, fanno parte della storia di questi luoghi e continuano ad essere attrattivi per chi vuole passare il tempo libero all’aperto. Ma sarebbero facilmente impraticabili senza la cura di chi li percorre e di chi è disponibile agli interventi straordinari di ripristino, dopo una pioggia forte, una frana, il cedimento di un albero o di un ponticello.
 
I sentieri sono una ricchezza da custodire, meritano un grazie coloro che di generazione in generazione sono impegnati in questo lavoro che non è mai finito.
 
SN 
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