In questo mondo complicato, sempre più violento, caratterizzato da conflitti, divisioni, scontri, nei giorni scorsi ho vissuto “INCONTRI“. Non so se davvero è stato qualcosa di grande o rivoluzionario, forse solo piccoli semi gettati con la speranza che portino frutto per un presente e un futuro più pacifico.
La scuola offre opportunità di confronto, conoscenza, incontri con persone di culture e religioni “differenti” (chissà qual è il punto di riferimento, ancora il cristianesimo? davvero?). Infatti alcune classi Seconde hanno prima ascoltato e partecipato in aula magna ad una lezione introduttiva su ebraismo e islam, da parte di due persone di riferimento per la comunità ebraica Lev Cadash e Casa di cultura Islamica di viale Padova di Milano, poi andando a loro volta a visitare e incontrarli nelle rispettive sedi dei loro luoghi di culto.


In un gruppo di circa 40 studenti/esse qualche domanda hanno avuto il coraggio di farla, molti credo abbiano ascoltato interessati, forse altri un pochino meno, ma la nostra fiducia di docenti è che queste esperienze possano insegnare loro la cultura del rispetto che nasce dall’ascolto, dalla conoscenza, dall’incontro, dall’abbattimento di pregiudizi e di ciò che si ignora.
L’emozione della giornata è stata suggellata da un arcobaleno -biblico segno di riconciliazione fra terra e cielo- apparso dopo una grandinata, ormai sulla strada del mio ritorno a casa. La speranza è che davvero si possano costruire “ponti di pace” fra noi!
Stefè


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