Luca 9, 46-50
In quel tempo. Nacque una discussione tra i discepoli, chi di loro fosse più grande. Allora il Signore Gesù, conoscendo il pensiero del loro cuore, prese un bambino, se lo mise vicino e disse loro: «Chi accoglierà questo bambino nel mio nome, accoglie me; e chi
accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato. Chi infatti è il più piccolo fra tutti voi, questi è grande».
Giovanni prese la parola dicendo: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e glielo abbiamo impedito, perché non ti segue insieme con noi». Ma Gesù gli rispose: «Non lo impedite, perché chi non è contro di voi, è per voi».
#essereGrandi #accogliere #umiltà
Il brano inizia con una discussione che quasi ci fa sorridere, perché ricalca il nostro desiderio di essere “grandi”, di essere migliori, di superarci sia in senso “positivo/neutro” (fare sempre meglio) sia in senso “negativo” (essere più stimato di chi mi sta accanto) in ogni ambito della vita.
A questo bisogno – umanissimo – Gesù risponde ripetendo tre volte un verbo disarmante: “accogliere”: “…chi accoglierà questo bambino nel mio nome, accoglie me…”
Voglio condividere con voi parte del commento di don Silvano Fausti a questa risposta/richiesta di Gesù.
Innanzitutto Gesù pone al centro della scena un bambino, che a quel tempo aveva addirittura meno valore di uno schiavo, per ricordarci la bellezza dell’umiltà. Solo se sappiamo percepire la nostra piccolezza e i nostri limiti, solo se ci “svuotiamo” possiamo davvero fare spazio all’altro.
“La vera grandezza dell’uomo non sono le qualità che ha, o ciò che crede di essere. Le vere qualità sono i nostri limiti accettati come luogo di comunione con l’altro. È questo che ci rende simili a Dio, che è comunione, amore, dono. […] Questo limite accolto mi rende a immagine e somiglianza di Dio ..”
Per questo motivo posso accogliere Dio in profondità, solo se riconosco il mio essere bambino (che tutto ha ricevuto e non ha meriti) e se intuisco che accogliere l’umile, l’indifeso, l’emarginato, il piccolo … è accogliere Dio stesso, fattosi carne in quel modo e non in un altro.
Impariamo oggi da Marta, Maria e Lazzaro, amici di Gesù, ad accogliere Dio come un amico!


1 comment
Lucia
30/07/2025 at 7:19 amLe vere qualità sono i nostri limiti accettati come luogo di comunione con l’altro:
Incredibile! Così vero e così liberante 😊