Matteo 12, 15b-28
In quel tempo. Molti seguirono il Signore Gesù ed egli li guarì tutti e impose loro di non divulgarlo, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia: «Ecco il mio servo, che io ho scelto; il mio amato, nel quale ho posto il mio compiacimento. Porrò il mio spirito sopra di lui e annuncerà alle nazioni la giustizia. Non contesterà né griderà né si udrà nelle piazze la sua voce. Non spezzerà una canna già incrinata, non spegnerà una fiamma smorta, finché non abbia fatto trionfare la giustizia; nel suo nome spereranno le nazioni».
In quel tempo fu portato a Gesù un indemoniato, cieco e muto, ed egli lo guarì, sicché il muto parlava e vedeva. Tutta la folla era sbalordita e diceva: «Che non sia costui il figlio di Davide?». Ma i farisei, udendo questo, dissero: «Costui non scaccia i demòni se non per mezzo di Beelzebùl, capo dei demòni».
Egli però, conosciuti i loro pensieri, disse loro: «Ogni regno diviso in se stesso cade in rovina e nessuna città o famiglia divisa in se stessa potrà restare in piedi. Ora, se Satana scaccia Satana, è diviso in se stesso; come dunque il suo regno potrà restare in piedi? E se io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl, i vostri figli per mezzo di chi li scacciano? Per questo saranno loro i vostri giudici. Ma, se io scaccio i demòni per mezzo dello Spirito di Dio, allora è giunto a voi il regno di Dio».
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Tutti i Vangeli ci riportano i molti segni compiuti da Gesù, guarigioni e miracoli. Gesù guarisce molti che lo seguono, dimostrando la sua compassione e la sua potenza di guarire. Questo è un segno tangibile del Regno di Dio che si manifesta attraverso le sue opere.
Gesù afferma tuttavia di non essere venuto per crearsi una gloria davanti agli uomini, ma come “servo del Signore” che si prende cura di ogni fragilità e con l’intento di realizzare la giustizia di Dio, non solo a favore dei figli di Isreale ma di tutta l’umanità.
Ma i farisei non riconoscono in Lui questi segni di Dio e gli sono duramente ostili. E questo atteggiamento provocatorio dei farisei appare molto evidente anche nel passo odierno: la guarigione di un uomo indemoniato, cieco e muto, diventa l’ennesima occasione per i farisei di attaccare Gesù, insinuando che in Lui agisca il potere di Satana. Questa accusa infondata rivela la loro cecità spirituale e il loro rifiuto di accettare la verità.
Gesù smonta le argomentazioni dei farisei, mostrando l’assurdità delle loro tesi affermando che i suoi miracoli sono opera dello Spirito di Dio e che il Regno di Dio è ormai presente in mezzo a loro.
In realtà, più che di un conflitto di interpretazioni si tratta di saper leggere i segni, avere cioè il cuore aperto e libero da pregiudizi. Questo atteggiamento non vale soltanto per i farisei del tempo di Gesù ma si applica anche a ciascuno di noi, oggi.
Siamo invitati a saper leggere nella nostra vita non solo i grandi segni ma anche e soprattutto i piccoli segni dell’agire di Dio in mezzo a noi. Rischiamo spesso di dare tutto per scontato non dando valore ai tanti segni di bene che sono presenti nel nostro quotidiano. E’ proprio Gesù che ci invita ad agire così. Lo intuiamo dalla risposta che dà ai suoi detrattori e, indirettamente, anche a noi oggi, invitandoci a riconoscere i segni: “Se io scaccio i demoni per mezzo dello Spirtio di Dio, allora è giunto a voi il regno di Dio”.



1 comment
Lucia
20/09/2025 at 8:05 amSaper leggere i segni, saper leggere i segni di bene. È vero, da chiedere continuamente e con insistenza, con la semplicità di uno sguardo aperto a ciò che accade, tutto ciò che accade, anche ciò che dà dolore. Non censurando nulla.
Tutto, da che è venuto Cristo, ha un senso.
Grazie