La bellezza è negli occhi di chi contempla

san Cristoforo Magallanes e compagni martiri

san Cristoforo Magallanes e compagni martiri

 Giovanni 15, 18-21

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me.

 

Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo, per questo il mondo vi odia.

 

Ricordatevi della parola che io vi ho detto: “Un servo non è più grande del suo padrone”. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. Ma faranno a voi tutto questo a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato».

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Secondo la riflessione ebraica, Dio Padre ha voluto lo scenario delle attività dell’uomo quale ambito per vivere il nostro passaggio di esistenza terrena. E di per sé è uno scenario bello e buono.
Ma nel rapporto tra le persone qualcosa si è fratturato. È quell’evento che chiamiamo il “peccato originale”: vi è una sorta di risonanza di fondo che governa, secondo natura, la relazione tra me e
gli altri, le regole di convivenza e l’economia, la politica e la sociologia.
Per Giovanni questa “risonanza di fondo” è il “mondo”, ovvero il naturale atteggiamento dell’uomo e della donna che agiscono avendo come principio dell’azione la paura e l’egoismo, il desiderio di
esorcizzare la morte a tutti i costi, il rincorrere tutto ciò che sia funzionale alla propria conservazione.

Paolo di Tarso chiama questo atteggiamento la “concupiscenza della carne”, cioè la brama di possedere, di soddisfare tutti i propri bisogni, la brama degli occhi, la brama dell’apparire, del potere. Per lenire la paura dell’infelicità.
Gesù è venuto a testimoniare che il mondo è comunque creato da Dio. Noi siamo figli di Dio e fratelli, ed è bello vivere da figli e da fratelli.
E la Sua pretesa è che la nostra felicità passa solo dall’affidarsi totalmente al Padre.

Preghiera
Sorga Dio, i suoi nemici si disperdano
e fuggano davanti a lui quelli che lo odiano.
Come si disperde il fumo, tu li disperdi;
come fonde la cera di fronte al fuoco,
periscano gli empi davanti a Dio.
I giusti invece si rallegrino, esultino davanti a Dio
e cantino di gioia.
Cantate a Dio, inneggiate al suo nome,
spianate la strada a chi cavalca le nubi:
«Signore» è il suo nome, gioite davanti a lui.
Padre degli orfani e difensore delle vedove
è Dio nella sua santa dimora.

(dal Salmo 68)

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