La bellezza è negli occhi di chi contempla

s. Pantaleone

s. Pantaleone

 Luca 11, 1-4

In quel tempo. Il Signore Gesù si trovava in un luogo a pregare; quando ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli».
Ed egli disse loro: «Quando pregate, dite: Padre, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno; dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano, e perdona a noi i nostri peccati, anche noi infatti perdoniamo a ogni nostro debitore, e non abbandonarci alla tentazione».
#Padre #intimacomunione
 
Cristo ci regala il Padre.    
I discepoli l’avranno guardato incuriositi mentre se ne stava a pregare, ma con quale consapevolezza Gesù pregava?
 
Il teologo Karl Adam dice: “Gesù vede le cose non già nel punto in cui, per il pensiero umano, esse sono già fissate rigidamente nel loro senso e nel loro essere, ma le vede proprio nel punto in cui esse sgorgano dalle mani del Creatore. Le vede nel loro dinamismo interno per cui dipendono da Dio…nel movimento creatore per cui hanno origine da Dio“. E ancora “È veramente esistito un uomo che sapeva di vivere in intima comunione di vita e di amore col Padre celeste, che contemplava ad occhio nudo l’attività creatrice di Dio”. 
 
Per questo i discepoli erano attratti dal Suo modo di pregare, per questo gli chiesero di insegnare loro lo stesso modo. Che attrattiva doveva avere quell’uomo anche nella sua silenziosa solitudine! Era solo ma non era mai solo, “e così include uomini e cose nell’amore con cui ama il Padre suo“.(K. Adam) 
E invita loro, cioè noi, a chiamarlo teneramente Padre. 
Il Figlio di Dio ci regala Dio.
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