La bellezza è negli occhi di chi contempla

s. Marco evangelista

s. Marco evangelista

Lc 10, 1-9

In quel tempo. Il Signore Gesù designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché
mandi operai nella sua messe!

 

Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada.

 

In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. 

Non passate da una casa all’altra. Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”».

#missione #pace

Il cap. 10 di Luca inizia con questo brano che, non so perchè, accende nella mia memoria la luce di un giorno caldo, luminoso…le caratteristiche di un nuovo inizio.

I discepoli di Gesù sono con Lui da tempo, e nella loro relazione tutti un pochino sono cresciuti; tutti, intendo dire anche Gesù! Accompagnata dall’ascolto di biblisti e sacerdoti, il cui insegnamento mi affascina rivelandosi comprensibile malgrado il mio grande limite, sto scoprendo che anche Gesù, nella sua vita pubblica, ha compiuto come un cammino di scoperta.
Siamo abituati a dare per scontato che per Lui fosse tutto chiaro dalla notte dei tempi, ma la lettura attenta della Parola rivela un percorso fatto di momenti difficili, di discernimento e silenzio, di incontri decisivi, di amicizia profonda, di necessità di solitudine…persino di paura e angoscia. E’ incredibile scoprire questa umanità, perché rende il nostro Signore sempre più vicino, umano, compagno di viaggio.

Viaggio, appunto. Di questo si parla nel brano di oggi, un viaggio che inizia con una consegna, una missione. Gesù sa che i suoi non sono perfetti, forse non sono neppure
pronti, ma hanno avuto il suo esempio giorno dopo giorno, hanno imparato da Lui “come si fa” ad incontrare i fratelli e ad annunciare la Buona Notizia della salvezza.
Oltre all’esempio, i settantadue inviati ricevono “istruzioni per l’uso”, chiare e puntuali, e l’anticipo di una grande fatica: Gesù non nasconde il rischio del rifiuto, della persecuzione, ma li manda come operatori di Pace…e parliamo di Pace quella vera, la Pace che viene da Lui, dal suo cuore innamorato del Padre e dell’uomo; se si porta la Sua Pace solo due sono le opzioni: o la sia accetta profondamente e ci si lascia cambiare la vita e i rapporti, o questa non abiterà mai la vita.

Questa missione ha attraversato la storia, sulla gambe dei figli della Chiesa è arrivata a noi, ci ha presi dentro, ci ha capovolto il cuore e ci manda allo stesso modo nel
mondo: il nostro mondo, forse piccolino, fatto di lavoro e famiglia, di una quotidianità apparentemente banale. Ma se chiediamo al Signore della vita di metterci nel cuore la Sua Pace, non potremo tacere il nostro incontro e la forza del suo Spirito trasformerà anche il più comune gesto, il più semplice incontro in un’occasione per raccontare la Buona Notizia: “E’ vicino a voi il regno di Dio”.

Canterò in eterno l’amore del Signore,
di generazione in generazione
farò conoscere con la mia bocca la tua fedeltà,
perché ho detto: «È un amore edificato per sempre;
nel cielo rendi stabile la tua fedeltà» (Dal Salmo 88)

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