Giovanni 12, 24-33
In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna.Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore.Se uno serve me, il Padre lo onorerà.Adesso l’anima mia è turbata; che cosa dirò? Padre, salvami da quest’ora? Ma proprio per questo sono giunto a quest’ora! Padre, glorifica il tuo nome». Venne allora una voce dal cielo: «L’ho glorificato e lo glorificherò ancora!».La folla, che era presente e aveva udito, diceva che era stato un tuono. Altri dicevano: «Un angelo gli ha parlato».Disse Gesù: «Questa voce non è venuta per me, ma per voi. Ora è il giudizio di questo mondo; ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori. E io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me».Diceva questo per indicare di quale morte doveva morire.
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“L’ho glorificato e lo glorificherò ancora!”: Ma come? Il Padre non ha salvato il Figlio dalla morte in croce imminente? Dov’è la gloria?
Gesù stesso, in questo intenso discorso avvenuto pochi giorni prima della sua Passione, ci porta a comprendere in profondità la missione che il Padre gli ha affidato: “se il chicco di grano muore porta molto frutto“. Quale immensità di amore per noi!
“Che cosa dirò? Padre, salvami da quest’ora? Ma per questo sono giunto a quest’ora!“: “l’ora“, che più volte Gesù nomina è per noi, è “l’ora” da cui Gesù non fugge, né al Getsemani, né per tutti i secoli ad ogni mensa eucaristica, per noi. Per me. Per te. Contemporaneo.
Sacrificio Suo, guadagno nostro.
Mi colpiscono Antonio e Paola, genitori di Marco Gallo, il ragazzo morto a 17 anni nel 2011, chiamati ovunque a raccontare la fede intensa nella vita pur breve di questo figlio. Il giorno della sua morte improvvisa hanno trovano accanto al crocifisso sul muro una sua scritta: “Perché cercate tra i morti colui che è vivo?“. Mi commuovono questi genitori, che dentro un dolore vedono misteriosamente tutto un guadagno e lo testimoniano instancabilmente.
“Se muore porta molto frutto“.
Da “quell’ora” Gesù attira tutti a sé, lasciamoci attirare…fino a “morire” ogni giorno un poco, perché possiamo con Lui portare frutto.



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