La bellezza è negli occhi di chi contempla

s. Ilario

s. Ilario

Mt 5, 17-19

Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. 

 

 

In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto.

 

 

Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli.

#origineedinedellaLegge #amorediDioperl’uomo

Questo brano del Vangelo di Giovanni si colloca dopo il discorso della montagna sulle beatitudini.
Gesù parla al popolo e spiega in che modo comportarsi per essere beati e poi per essere sale della terra e luce del mondo. Dopo tutto questo, però, fa una importante specifica, dicendo che questi suoi insegnamenti non stanno ribaltando la Legge e le parole dei profeti. Egli dà invece grande valore alla Legge perché ne conosce l’origine e il fine: l’amore che Dio ha per l’uomo.

Dalle parole di Gesù (che nei versetti successivi mette in guardia dal comportamento dei farisei i quali mettono il precetto prima dell’amore) si comprende quanto si debba fare attenzione a non cadere in due tipi di atteggiamento opposti: essere talmente legati solo ai precetti da non comprendere più il significato della Legge, oppure allontanarsi completamente da Essa rischiando, in questo modo, di allontanarsi da Dio stesso per crearsi una “fede fai- da-te”.

Quello che insegna Gesù è invece strettamente legato al senso vero della Legge, che viene dall’amore di Dio per l’uomo, e Lui ne dà pieno compimento, con i suoi insegnamenti chiedendo di farsi umili, prossimi, piccoli e rimandando tutto all’amore per Dio, per sé stessi e per i fratelli, ma anche con i fatti, donando tutto sé stesso, sempre per amore.

Compreso tutto questo, è chiaro anche quanto non abbia senso seguire la Legge solo per l’apparenza, perché non fa bene a noi per primi, e quanto seguire la Legge solo per “paura” o perché “mi hanno insegnato così” non ci permetta di scoprirne il senso vero e l’Amore intrinseco che sta in Essa.

Anche il rapporto con i fratelli non può prevedere il mettersi sul piedistallo, giudicare gli altri perché non sono “conformi alla legge”.

Papa Francesco ci riporta a Maria come donna che non si è comportata secondo la Legge solo per la facciata, ma è un esempio di “cristiana di sostanza”, che si è abbandonata all’amore di Dio con il suo docile ascolto e il suo sì gioioso.

Allora possiamo chiederci oggi: noi come viviamo la Legge? ci rendiamo conto della sua origine e per questo ci sentiamo anche colmi dell’Amore di Dio, pure quando il peccato ci allontana da Essa? Accettiamo di farci umili nel rispettarla (o almeno provarci), di riscoprirci fragili e umanamente peccatori quando non riusciamo a farlo e fraterni con il prossimo nell’insegnarla sempre per amore e nell’amore? La pensiamo sempre nel suo vero fine: l’Amore di Dio per noi?

Signore, apri le mie labbra
e la mia bocca proclami la tua lode.
Tu non gradisci il sacrificio;
se offro olocausti, tu non li accetti.
Uno spirito contrito è sacrificio a Dio;
un cuore contrito e affranto tu, o Dio, non disprezzi.
Nella tua bontà fa’ grazia a Sion,
ricostruisci le mura di Gerusalemme.
Allora gradirai i sacrifici legittimi,
l’olocausto e l’intera oblazione; allora immoleranno vittime sopra il tuo altare.

Dal salmo 51 (50)

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