Spesso, quando mi arrivano messaggi nei quali mi viene chiesto della situazione cubana, rispondo: “La maggioranza delle persone, il popolo, sta vivendo una condizione difficile, drammatica; noi sacerdoti stiamo bene, siamo dei privilegiati”. Di ritorno dal mese trascorso in Italia questa percezione di essere privilegiato si è potenziata, sfiorando un senso di colpa, se posto a confronto con ciò che ho ritrovato (tranquilli, la razionalità poi riequilibra i sentimenti).

Mi sono sentito un privilegiato nel poter decidere di prendere un aereo, lasciare il Paese e poi ritornare, senza grossi problemi, se non quelli tecnici legati alla situazione attuale di mancanza di carburante.
Mi sono sentito privilegiato nel poter recuperare 5 kg di peso in un mese (dei 15 che avevo “smarrito”) semplicemente grazie ad un’alimentazione sana e varia (e alle cure della mamma!). Mi sono sentito un privilegiato nel poter fare degli esami medici di controllo ed avere in poco tempo l’esito (tutto regolare).
Mi sono sentito un privilegiato nel poter fare alcuni giorni di vacanza in montagna, tra affetti familiari e paesaggi rilassanti. Stando qui mi sento un privilegiato nell’aver potuto comprare, qualche mese fa, una bicicletta che la maggioranza delle persone di quest’isola non può permettersi.
Mi sento un privilegiato nel poter decidere se mangiare riso o pasta, carne in scatola o tonno, uova o pollo; cetrioli, zucca, boniato, lenticchie o fagioli o altra verdura (in base alla produzione stagionale). Più ancora: sono un privilegiato perché sono sicuro di potermi permettere colazione, pranzo e cena.
Mi sento un privilegiato nel poter comprare acqua da bere filtrata da un impianto di depurazione di Palma, piuttosto che usare acqua piovana o del circuito cittadino che deve essere bollita per cercare di evitare di contrarre batteri.
Sono un privilegiato perché in parrocchia abbiamo potuto installare i pannelli solari e così sopperire alla costante mancanza di corrente elettrica (in modo da poter usufruire del frigorifero, del ventilatore, della luce in casa alla sera, ecc.).
Sono un privilegiato perché ho tutti i medicinali di cui ho necessità e, se dovessero servire, posso richiederli a voi che siete in Italia. Mi sento un privilegiato per non essere costretto a cucinare con carbone o legna.
Questa lista potrebbe continuare con molti altri esempi che già conoscete. Ma il punto é: davvero sono un privilegiato nel poter fare o avere tutto questo in un Paese che solo fino a qualche anno fa era ritenuto sviluppato e moderno, meta per molti di vacanze da sogno? O piuttosto mi trovo di fronte all’ennesima, palese ingiustizia che coinvolge un’intera nazione, per cui ha più importanza favorire interessi economici di una parte (nazioni estere o individui) rispetto alla sorte di un popolo?
Se poi considero le recenti notizie provenienti dalla vicina Haiti (dove neppure ci sono interessi economici e, quindi, la sorte della popolazione è fuori dai radar internazionali), o dalla lontana Gaza, allora come uomo e come cristiano non posso, non possiamo non rimanere indignati o restare spettatori passivi.
Condivido un’ultima riflessione: davvero in Italia, in Europa, siamo dei privilegiati rispetto a tantissime altre parti del mondo. Certo, non tutto funziona bene e ovunque ci sono ingiustizie o disuguaglianze, però non possiamo sminuire o svendere il grande progresso umano, culturale, sociale e civile, voluto dalle generazioni precedenti, in cambio di qualche promessa passeggera o motivata da timori alimentati da interessi di parte. Non per restare dei privilegiati, ma per desiderare il medesimo sviluppo e benessere per tutti i popoli.

Non è semplice rispondere alla domanda: “Cosa possiamo fare?”, ma sicuramente non rimanere indifferenti e informarsi (senza accontentarsi delle opinioni/slogan) sono già dei passi importanti. E, per chi custodisce la fede nel Signore Gesù e nel Dio della storia, la preghiera di intercessione permette di sperare e agire con fiducia.
Comunque di una cosa sono certo: sono un privilegiato ad avere tante persone che mi vogliono bene e mi sostengono. A tutti un abbraccio!
don Davide
Lettera 15, settembre 2026 Palma Soriano – Cuba


No comments yet. Be the first one to leave a thought.