La bellezza è negli occhi di chi contempla

Non ci arrendiamo! fiduciosi e propositivi, nonostante ATTESE disattese dalla COP26

Non ci arrendiamo! fiduciosi e propositivi, nonostante ATTESE disattese dalla COP26

Negli ultimi mesi si è giustamente sentito parlare molto di COP 26, la conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, che si è tenuta a Glasgow durante la prima metà del mese di novembre.

Noi attiviste e attivisti di Fridays for Future siamo stati in trepidante attesa di questo evento, considerato uno dei più determinanti per la lotta al cambiamento climatico. Dopo aver partecipato attivamente ai cortei e alle iniziative organizzati durante la Pre COP di Milano, tenutasi a inizio ottobre, abbiamo seguito con attenzione tutto ciò che è accaduto all’ interno della cosiddetta Blue Zone, l’area dove si sono incontrati politici da tutto il Mondo per decidere del nostro presente, ma soprattutto del nostro futuro.

Le aspettative che avevamo erano alte, eravamo fiduciosi che questa ventiseiesima Conferenza delle Parti potesse programmare cambiamenti profondi, sostanziali e immediati, per far fronte alla minacciosa crisi climatica.

Nel corso delle due settimane le tematiche trattate sono state molte: problemi legati all’utilizzo dei combustibili fossili, alla deforestazione, all’industria automobilistica, fino a quello che ha avuto la maggior risonanza mediatica, ovvero l’aiuto e il supporto ai paesi sottosviluppati e in via di sviluppo.

Nonostante ciò, anche solo prendendo in considerazione gli obiettivi della conferenza espressi dagli stessi organizzatori, è evidente che molte delle attese della COP26 siano state disattese: per esempio, il primo obiettivo, quello di rinnovare i piani di riduzione delle emissioni delle varie nazioni, non è stato raggiunto.

Uno dei propositi principali, difatti, era quello di “tenere vivo” l’Accordo di Parigi del 2015, ovvero tentativo di limitare l’aumento delle temperature globali medie sotto 1,5 °C rispetto ai livelli pre-industriali. Guardando ai fatti, è molto difficile dire che sia stato raggiunto. I negoziati hanno portato all’adozione del cosiddetto Glasgow Climate Pact, ritenuto da molti un compromesso deludente che rimanda ulteriormente decisioni che sarebbero dovute essere prese durante le conferenze di Glasgow.

Ci sono aspetti in cui la COP 26, denominata di conseguenza da molti FLOP 26, ci ha profondamente delusi. C’è anche qualche lato positivo, però, come il fatto che tutti i Paesi dovranno portare i loro piani di riduzione della CO2 tassativamente entro il prossimo anno.
Questa COP 26 è stata ricca di interessanti spunti di riflessione che insieme ad alcuni altri attivisti di Fridays for Future Monza ho riassunto in un podcast

(https://open.spotify.com/episode/1tZdTAcfwwKtVHpIMPDh7P?si=kYgmFyGhTwuRADkJzaKaEQ)

cercando di rispondere a quelle che sono le domande più comuni sui negoziati di Glasgow.
Davanti alla frequente inazione dei governi a livello globale rispetto alla lotta alla crisi climatica, noi attivisti non ci arrendiamo, alziamo le nostre voci, facciamo proposte e cerchiamo di informarci e, partendo dai luoghi in cui viviamo, di portare un cambiamento positivo, sostenibile ed equo!

Gaia, studentessa 16enne di FridayForFuture di Monza

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