La bellezza è negli occhi di chi contempla

Martedì della quarta settimana di Quaresima

Martedì della quarta settimana di Quaresima

Mt 7, 6-12

In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi.

 

Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve, e chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto. Chi di voi, al figlio che gli chiede un pane, darà una pietra? E se gli chiede un pesce, gli darà una serpe?

 

Se voi, dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro che è nei cieli darà cose buone a quelli che gliele chiedono!

 

 

Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti».

#fede #chiedere #pregare #DiocomePadre #osare

“Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto”.
Questa affermazione di Gesù credo sia una delle espressioni più belle che abbiamo nel Vangelo per dire cos’è la fede e per dire con quale cuore grato e fiducioso dobbiamo pregare.
Avere fede, infatti, significa fidarci che ciò che chiediamo, desideriamo, aneliamo, se è il nostro bene, Dio ce lo concederà.

Padre Gasparino, fondatore della Città dei Ragazzi, ispirandosi a Charles De Foucauld, ha fatto di questa frase il nucleo della sua Scuola di Preghiera.
Nel suo testo “Maestro, insegnaci a pregare” ci ricorda che Gesù ha promesso che Dio risponde sempre alle richieste fatte con fede (ha risposto al cieco di Gerico, al centurione, alla cananea, a Giairo, a Marta …).
Spesso, però, noi ci focalizziamo più sul risultato, su ciò che vorremmo, sulle situazioni di disagio per cui preghiamo, che non sul chiedere. Spesso è come se partissimo sfiduciati già in partenza e non chiedessimo abbastanza!
Ma può Dio che è Padre non darci “cose buone” per la nostra esistenza, se lo fanno i padri comuni e umani per i loro figli?

Persino Gesù nel Getsemani ha chiesto aiuto al Padre con estrema umanità: “Padre, se vuoi, allontana da me questo calice. Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà” (Lc 22,42)
Pregare è questo gesto di Gesù: rivolgerci a Dio come a un Padre, chiedendo ciò di cui abbiamo bisogno e fidandoci che Lui lo sa prima e meglio di noi.

Potremmo allora, nell’arco di questa giornata, interrogare noi stessi, andando a verificare se abbiamo il coraggio, la confidenza, l’umiltà di chiedere davvero a Dio cose buone per la nostra vita; se sappiamo osare o se siamo sconfitti, perché scoraggiati, in partenza.
Potremmo provare a riconoscere nelle nostre giornate tutti i momenti che lui abita come un Padre buono.

“La preghiera è un bene sommo,
è una comunione intima con Dio,
deve venire dal cuore, deve fiorire continuamente,
giorno e notte.
È luce dell’anima,
vera conoscenza di Dio,
mediatrice tra Dio e l’uomo;
è un desiderare Dio,
è un amore ineffabile
prodotto dalla grazia divina”
S.Giovanni Crisostomo

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