La bellezza è negli occhi di chi contempla

La bellezza nel lavoro. Appunti da un’impresa che non è ancora nata.

La bellezza nel lavoro. Appunti da un’impresa che non è ancora nata.

Nella logica indiana, per indagare la realtà e la sua verità, si usa esplorare le relazioni tra due concetti: un soggetto e un predicato e si cerca una “ragione” che ne legittimi la connessione. In questi miei articoli proverò ad esplorare la connessione tra due concetti che nel senso comune non sono immediatamente connessi: bellezza e lavoro. Secondo me, la ragione che li tiene insieme è Vita. Proverò ad argomentarlo con degli esempi.

Parto dal rapporto vita-lavoro. Quando si pensa al lavoro, la prima parola che viene in mente è: equilibrio. Work-life balance. Come se il lavoro fosse una cosa e la vita un’altra e la sfida fosse trovare il punto esatto in cui l’una non invade l’altra. Sfida da funamboli, fino a che non si prova a cambiare la domanda: se invece di dividere, creando un gioco a somma zero, provassimo ad unire chiedendoci se il lavoro può essere esso stesso uno spazio di vita generativo, non solo produttivo?

È la domanda che mi ha portato un cliente, una grande cooperativa del sud-est Milano, che ha deciso di provare a dare vita ad un’impresa generativa, capace non solo di bilanciare criticità sociali ed ambientali, contenendo danni, ma di ri-generare risorse, migliorando le condizioni delle persone e dei territori. Proprio attraverso il lavoro che avrebbe dovuto essere il cuore dell’impresa.

Sembrava un’utopia. Stavamo cercando qualcosa che in letteratura ha ancora pochi esempi noti e stabili, stavamo ragionando da visionari, partendo prima ancora che da un’analisi di mercato (che pure abbiamo fatto e in modo professionale) e da un settore promettente, da una domanda sul senso: chi siamo, cosa vogliamo che accada nel mondo, quale forma è coerente con questo?

E’ così che, insieme al mio gruppo di lavoro ho scommesso su una visione: abbiamo lavorato per mesi ricercando, confrontando, lasciando emergere, testando, sbagliando, cambiando strada. Quando siamo state in crisi è stato perché abbiamo confuso la visione con le singole proposte. La visione è un’altra cosa: è ciò che rimane quando le idee passano. E ritornando alla visione siamo ogni volta ripartiti.

La risposta è arrivata da un incontro: abbiamo intercettato un progetto già esistente -Indaco della Muzzetta, finanziato da Fondazione Cariplo – portava avanti dal 2022 tre anni di ricerca agroecologica e chimica con un’associazione di educazione ambientale e l’Università Statale di Milano: recuperare nel parco Sud le piante tintorie della tradizione, capaci di riportare in vita biodiversità locale, per estrarne colori attraverso protocolli scientifici. Era un patrimonio che cercava una forma imprenditoriale.

palette dei nostri acquarelli

Indaco, la nuova impresa, nasce da lì: è un progetto di vivaismo specializzato nel Parco Agricolo Sud Milano: coltiva piante tintorie e aromatiche come il guado e la reseda, varietà storiche quasi scomparse  e le trasforma in pigmenti naturali tracciabili, dal seme all’estrazione per trasformarle in colori per l’arteme il restarura, acquarelli, inchiostri, colori ad olio secondo le antiche ricette medioevali e rinascimentali. Lo fa con persone in difficoltà lavorativa temporanea, quelle che non trovano spazio nei servizi al lavoro offerti dal welfare, in un territorio che stava perdendo biodiversità.

Tanti aspetti, belli in sé. Ma ciò su cui il progetto si è concentrato è stata la coerenza tra tutte questi aspetti, come parte di un’unica visione.

La coltivazione produce biomassa di qualità. La trasformazione la rende un pigmento tracciabile, con una storia. L’alfabetizzazione ecologica costruisce la domanda. L’inserimento lavorativo integra persone reali in una filiera reale, non in laboratori protetti. Se si elimina una parte, il modello si sgretola. Questa coerenza interna, questa forma  è ciò che intendo quando dico bellezza nel lavoro. Ed è ciò che distingue un’impresa rigenerativa da una che “compensa” i danni che produce: non aggiunge impatto sociale come voce separata del bilancio, ma lo incorpora nella struttura stessa del fare.

le polveri di colore

C’è poi il piano del prodotto. Un pigmento naturale, tracciato dal seme all’estrazione, prodotto da persone che hanno ritrovato un posto nel mondo attraverso quel lavoro, in un territorio che stava perdendo biodiversità: non è solo un pigmento, un colore, un acquarello, ma un oggetto che veicola un senso. Chi lo compra entra in una storia. Questo è ciò che distingue un prodotto in cui il significato è costitutivo da uno in cui viene aggiunto dopo, come etichetta.

A febbraio 2026 Indaco ha presentato domanda al bando LabItalia delle Banche di Credito Cooperativo  “Economia Civile, Sostenibilità, Occupazione e Innovazione”: una banca ha letto il nostro Business plan e ci ha creduto, riconoscendo che un’impresa rigenerativa è possibile. Prima la visione, poi la forma.

“Indaco” per ora si è fermata, per le ragioni pratiche che fermano molti progetti: le energie si esauriscono, i tempi non coincidono. Ma quello che rimane è la convinzione che quello che unisce il lavoro alla vita non è l’equilibrio, ma il potere costruire mondo attraverso il proprio lavoro, rendendolo uno spazio in cui riconoscerci, investire tempo, energie, competenze e sentirsi co-costruttori di una visione.

Ho iniziato con la logica indiana, chiudo con la filosofia classica e medioevale del nostro occidente, secondo cui il bello, il vero e il buono non sono tre concetti separati, ma tre modi di guardare la stessa cosa. Non so se sia la categoria più precisa per un’impresa sociale che coltiva guado e reseda nel periurbano milanese. Ma quando mi capita di spiegare cos’è Indaco a chi non la conosce e vedo che l’interlocutore capisce che il valore è nelle connessioni di tutto il sistema – l’ambiente, le persone, il prodotto, il territorio – senza che io debba giustificare il perché delle parti, penso che si, bello, buono e vero possono stanno insieme. Anche nel lavoro.

 

Silvia Bona

acquarello dell’artista Silvia Faini realizzato con il nostro colore
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