La bellezza è negli occhi di chi contempla

I danni vanno riparati

I danni vanno riparati

Dopo quasi due anni dall’originario appuntamento, rinviato a causa del Covid, finalmente il 24 settembre 2022 Papa Francesco ha incontrato i giovani economisti, imprenditori e change-makers di “Economy of Francesco“. Questi giovani – chi dalla prima chiamata del 2019, chi dagli ultimi mesi – hanno cominciato a camminare insieme, per cercare di gettare semi di una nuova economia, all’insegna dell’ecologia integrale, come suggerito dallo stesso papa nell’enciclica Laudato Si’ del 2015.

C’è qualche punto del discorso del Santo Padre che mi ha particolarmente colpito.

Il primo è l’attenzione al principio etico universale, per cui i danni vanno riparati. “Se siamo cresciuti abusando del pianeta e dell’atmosfera, oggi dobbiamo imparare a fare anche sacrifici negli stili di vita ancora insostenibili”, ha detto Papa Francesco. Parallelamente al principio per cui gli esseri umani, in una società che progredisce, sentono sempre più bisogni e ciò li può rendere infelici, viviamo in una società sempre più afflitta da problemi che minacciano la sua sopravvivenza.

Per evitare di cadere nello sconforto e nella disperazione, è quanto più necessario muoversi insieme, in un sistema di regole che garantisca la riparazione dei danni, non in quanto giusta punizione, ma in quanto condizione necessaria perché ci sia fiducia reciproca.

Alle attuali generazioni è richiesto uno sforzo ulteriore: compiere sacrifici per non creare ulteriore danno, rinunciare anche a molto per garantire il benessere delle future generazioni. Un percorso davvero impervio, i cui frutti si vedranno solo in futuro e che potrebbe non essere sufficiente, se non coordinato a livello globale; una delle più grandi sfide dell’umanità.

Non è un caso che sia il Papa, punto di riferimento spirituale per miliardi di persone nel globo, a spendersi su questo tema. In questo contesto, agire in prima persona per riparare i danni, che siano i propri o quelli di altri (il Papa non fa riferimento a possibili responsabili o colpevoli), è forse una delle più alte espressioni dell’essere cristiani.

Massimiliano

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