La bellezza è negli occhi di chi contempla

DISTRAZIONE

DISTRAZIONE

Se penso alla parola distrazione mi viene subito in mente l’immagine di qualcuno che guarda fuori dalla finestra.

L’etimologia della parola “distrazione”: deriva dal latino “distrahere”, composto da dis (“in direzioni diverse”, “separazione”) e trahere (“tirare”), letteralmente significa “tirare altrove”, “portare via in più direzioni”. Come sempre le parole portano dentro il loro significato!

La mente porta via da dove ci si trova, si concentra su altro, qualcosa di diverso, forse anche in un altro tempo (passato, futuro o un tempo che non esiste ancora), è perdere il contatto con il presente, la propria realtà.

Capita di distrarsi anche quando si sta facendo qualcosa di interessante. Diventa, per me, importante chiedersi quali potrebbero essere le cause della nostra distrazione, e forse è proprio questo il punto della questione: indagare la motivazione del perché ci si distrae. Essere consapevoli del motivo della propria distrazione permette di viverla come un segnale che ci vuole comunicare qualcosa di noi, ad esempio se abbiamo bisogno di riposo, di maggiore stimolo, di una pausa o di un cambiamento nel modo in cui stiamo affrontando un’attività.

Se riusciamo a comprendere la nostra distrazione avremo possibilità di dare nuovo significato al nostro “andare altrove” e soprattutto dare valore e non entrare in un’accezione negativa che è sempre facile da “camminare”.

Monia, docente

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