Luca 17, 1-3a
In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «È inevitabile che vengano scandali, ma guai a colui a causa del quale vengono. È meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare, piuttosto che scandalizzare uno di questi piccoli.State attenti a voi stessi!».
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Che realismo! Gli scandali sono inevitabili.
Ho un’amica vittima di abusi fin dalla prima infanzia, poi nell’adolescenza, assetata di relazioni che non siano malate, ferita nel corpo e nello spirito. Eppure mi ripete sempre “Dio è grande! Lui mi farà giustizia”. Mi colpisce la sua fede, il suo dialogo serrato con Dio perché si riconosce bisognosa del suo perdono e del suo amore. Pur dentro un rapporto non facile, cerco di stare con lei perché mi testimonia la vittoria di Cristo sulle brutture dell’ uomo.
Mentre scrivo queste righe -qualche giorno fa- si celebra il funerale del mio parroco, un uomo molto amato dai piccoli, capace di mettersi al loro livello giocando e scherzando, stimando come la loro piccola persona sia fatta per un grande Destino.
Due testimonianze di fede certa in Colui che ha fatto ciascuno di noi e che, unico, ci salva.
Quando un membro del corpo soffre, dice san Paolo, soffre tutto il corpo. Così è del Corpo di Cristo che siamo noi.
E aggiunge: “Ma se un membro è onorato tutte le membra ne gioiscono con lui“.
Siamo membra gli uni degli altri: “stiamo attenti a noi stessi!”


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