Vivere un’esperienza missionaria è sempre qualcosa di unico e inimitabile.
Quest’anno ho finalmente coronato il mio sogno, tanto atteso e sperato, di partire per il Rwanda insieme all’associazione Variopinto di Limbiate.
Variopinto è da trent’anni nel Paese per offrire sostegno e supporto alla Caritas diocesana, alle scuole e a vari progetti territoriali.
La nostra esperienza si è suddivisa in tre momenti: il servizio presso la comunità delle ragazze di Nyampinga, le attività presso il centro di Mugombwa e tanti, tantissimi, incontri.
Lo ammetto: non abbiamo fatto nulla di speciale. Questa cosa è stata un passaggio strano ma interessante. Abbiamo cantato a squarciagola, ballato fino a perdere il fiato, colorato e fatto laboratori, intonato moltissimi “bans” (attività ormai quasi rara da noi), chiacchierato, imparato kinyarwanda e riso. Tutto questo insieme, nulla di più. Direbbe Walt Whitman: “Eravamo insieme, tutto il resto del tempo (e di ciò che ho fatto ndr) l’ho scordato“.
Quello che era importante era condividere i momenti, la gioia, le abitudini e tentare di diventare “quotidiani” per le persone che abbiamo incontrato. Ogni attimo è stato un’occasione per riscoprire il grande valore delle relazioni e quanto sia concreto il ruolo dell’associazione nel continuare a costruirle.

Non è facile riportare a pieno i colori, i sorrisi, i profumi, gli abbracci, gli sguardi e tutto ciò che Nyampinga, Mugombwa, le sisters dell’Abambari B’urukundo, gli abbé, le educatrici e ogni altra persona incontrata ci hanno regalato in quei giorni ma, quando si torna, forse l’obiettivo diventa questo.
Grazie alle dolcemente frizzanti bimbe e ragazze di Nyampinga e alle loro educatrici, il loro affetto è stata una ventata di aria fresca e una ricarica.
Grazie alle ragazze dell’atelier, per il loro esempio di ricerca di autonomia e dignità femminile, e delle “Case famiglia”, per averci permesso di entrare nel loro “posto sicuro”.
Grazie ai ragazzi, alle ragazze e alle suore di Mugombwa, che hanno condiviso la loro quotidianità con gioia, come se fossimo “di casa”.
Grazie a tutti gli operatori della Caritas e della diocesi, ai sacerdoti, alle suore e ai responsabili dell’educazione e del Settore di Tumba per il lavoro che svolgono per la comunità e per il tempo che hanno trascorso con noi.
Grazie a tutte le persone che hanno condiviso, davanti a una fetta di pizza, una sambusa o una tazza di chai, le loro storie e le loro vite.
Grazie a chi ci ha sostenuto e crede in questi progetti.
Grazie a Variopinto per la fiducia che ci ha concesso e ai miei preziosi compagni di viaggio Anna, Erminia, Betta e Giulio: con loro ogni passo in questo cammino è stato più bello e sicuro.
Infine, murakoze cyane a te, Rwanda.
Lorenzo


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