La bellezza è negli occhi di chi contempla

san Dionigi

san Dionigi

 Lc 21, 34-38

In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere e di comparire davanti al Figlio dell’uomo».

 

Durante il giorno insegnava nel tempio; la notte, usciva e pernottava all’aperto sul monte detto degli Ulivi.
E tutto il popolo di buon mattino andava da lui nel tempio per ascoltarlo.

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Affanni della vita ne abbiamo, ci sono giorni che ci soffocano e giorni più limpidi ma nessuno può dirsi immune. Mi ritengo fortunata perché ho un cuore abbastanza sereno; mi appesantiscono di più le fatiche degli altri; il non intravedere la serenità di chi amo.
Sappiamo portare le nostre fatiche a Dio nella preghiera per chiedere il coraggio del cuore?

Avverto come subdole le distrazioni del futuro; di chi, nell’aspettare il periodo perfetto, la famiglia perfetta o la vita al top, non vive il presente e si proietta solo alla felicità da raggiungere, lasciandosi sfuggire la gioia del momento come la telefonata ad un genitore, la salute dei figli, il matrimonio di due amici, le risate sul lavoro, la laurea di un nipote, la festa dell’oratorio in Comunità Pastorale.

Vigilare è essere attenti e profondi nel vivere il presente per non farci trovare impreparati.

“State attenti a voi stessi” mi piace pensarla come una delicatezza di Gesù che ci mette in allerta dal pericolo di perdere la nostra identità in mezzo alle fatiche del mondo; siamo e restiamo figli di Dio!

Immagino Gesù immerso nel rumore della folla di giorno e avvolto dal silenzio dell’ascolto di Dio Padre di notte. Quanta meraviglia l’esperienza di preghiera vissuta in Terra Santa!
Noi sappiamo accogliere il caos della vita e ricaricarci davanti al Signore?

Signore, a te grido, accorri in mio aiuto;
porgi l’orecchio alla mia voce quando t’invoco.
La mia preghiera stia davanti a te come incenso,
le mie mani alzate come sacrificio della sera.

(dalla liturgia del giorno)

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