Sono stata in Uganda la prima volta due anni fa e qui la mia vita è iniziata a cambiare. Condividere la quotidianità con altre persone sempre in comunione con Dio e ritrovarmi in mezzo agli “ultimi” mi ha fatto rendere conto che in realtà la più povera ero io, povera di quello che realmente conta: la fede. Qui è iniziato il mio cammino, se dovessi riassumere la mia esperienza con tre parole sarebbero: fede, servizio e sofferenza.

Fede, perché qui ho davvero conosciuto Dio, ho iniziato a credere non perché i miei genitori mi hanno sempre detto che si fa così, ma perché, grazie all’esempio delle persone qui, ho veramente voglia di incontrare il Signore.
Servizio, perché quando mi hanno messa davanti alle enormi problematiche del “terzo mondo” mi sono sentita totalmente impotente ma poi ho capito che l’importante è esserci, semplicemente chiedendo “come posso esserti d’aiuto?” Mettendo sempre l’altro al primo posto.
Sofferenza, perché senza dubbio qui la puoi toccare con mano ogni giorno, te la trovi davanti e ti senti come se ti stessero prendendo a pugni, ma grazie alla fede ho imparato ad accettare tutto, nella fiducia che ogni cosa ci porti sulla strada che Dio ha preparato per noi.
Due anni dopo sono tornata, ho riabbracciato tutte queste persone che hanno fatto la differenza nella mia vita e ho ritrovato una quotidianità semplice, ma ricca di gioia, condivisione e fraternità, sempre contornata dallo stile di vita africano che rende tutto più divertente.
Ora sono qui, in Uganda, a continuare il mio cammino, con altre sfide da affrontare, certamente, ma soprattutto con la voglia di imparare e crescere ancora.
Agata

Piccolo aggiornamento e richiesta di sostegno:


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