La bellezza è negli occhi di chi contempla

Venerdì dopo l’Ascensione

Venerdì dopo l’Ascensione

Gv 14, 27-31 a

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Vi lascio la pace, vi do la mia pace.
Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore.
Avete udito che vi ho detto: “Vado e tornerò da voi”. Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me.

 

Ve l’ho detto ora, prima che avvenga, perché, quando avverrà, voi crediate.

 

Non parlerò più a lungo con voi, perché viene il principe del mondo; contro di me non può nulla, ma bisogna che il mondo sappia che io amo il Padre, e come il Padre mi ha comandato, così io agisco».

#pace #sceltequotidiane #amato 

Oggi la liturgia ci ripropone qualche versetto che abbiamo già sentito domenica ed emerge ancora una volta chiaramente l’amore filiale di Gesù verso il Padre dal quale si sente amato.
Dio, tramite il figlio Gesù, ci vuole donare la sua pace!! 
In questo particolare momento storico se pensiamo alla pace, ne abbiamo bisogno più che mai. Aneliamo allo stop di tanti conflitti più o meno ricordati dai mezzi di comunicazione, dei tanti omicidi inspiegabili, speriamo nella ripresa di dialogo, alla cooperazione tra le nazioni, alla trasformazione dei tanti egoismi, al miglioramento delle tante situazione di oppressione e totalitarismo.

L’uomo è veramente in affanno e da solo non ce la fa, per questo oggi il vangelo ci ricorda di accogliere la pace di Dio, solo così potremo esserne davvero promotori.
La pace di Dio è diversa, ci dice Gesù, é la pace del cuore che di conseguenza ci potrebbe portare ad evitare tanti disaccordi, tanti pensieri egoistici, tante pretese e ovviamente tanti conflitti.
Dovremmo chiedere più insistentemente ogni giorno questa pace, prima di tutto per noi stessi; solo così si potranno fare grandi passi nel dialogo, nel venire incontro, nel considerare le giuste priorità della vita, nell’avere pazienza; e solo così le scelte che faremo nella quotidianità, dal bambino più piccolo alla personalità più importante, saranno scelte pacifiche.

Chi ha il cuore in pace non ignora ciò che succede nel mondo, non si disinteressa della realtà, non vive in un mondo idilliaco, anzi, soffre con chi è in difficoltà, gioisce con chi sta bene, osserva il mondo senza farsi sopraffare dall’ansia, sa meditare nel cuore ciò che è giusto e cosa no, perché chiede con insistenza questa grazia e si affida a Dio da cui si sente amato, e forte di ciò va nel mondo.

E noi, chiediamo insistentemente la Pace che Dio ci promette?
Crediamo davvero che la nostra azione debba essere sostenuta dal Padre e non è solo frutto della nostra bontà?

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