La bellezza è negli occhi di chi contempla

s. Pietro Canisio; s. Giovanni da Kety

s. Pietro Canisio; s. Giovanni da Kety

 Matteo 21, 33-46

In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai capi dei sacerdoti ed agli anziani del popolo:

 

«Ascoltate un’altra parabola: c’era un uomo che possedeva un terreno e vi piantò una vigna. La circondò con una siepe, vi scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano. Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto. Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. Mandò di nuovo altri servi, più numerosi dei primi, ma li trattarono allo stesso modo. Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!”. Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero. Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a quei contadini?».

 

 

Gli risposero: «Quei malvagi, li farà morire miseramente e darà in affitto la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo».

 

E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture: “La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra d’angolo; questo è stato fatto dal Signore ed è una meraviglia ai nostri occhi”? Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti. Chi cadrà sopra questa pietra si sfracellerà; e colui sul quale essa cadrà, verrà stritolato».

 

 

Udite queste parabole, i capi dei sacerdoti e i farisei capirono che parlava di loro. Cercavano di catturarlo, ma ebbero paura della folla, perché lo considerava un profeta. 

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I capi dei sacerdoti e gli anziani del popolo condannano i contadini della vigna, e così Gesù li giudica con le loro stesse parole. 
Come siamo veloci a giudicare gli altri e lenti o restii a giudicare noi stessi!
 
Un giorno ho chiesto al Signore: fammi vedere, ti prego, la trave nel mio occhio, quando guardo la pagliuzza in quello degli altri. Non mi ha più dato tregua. Ogni volta che vedo negli altri qualcosa che mi urta mi sovviene “quella volta” in cui ci sono cascata anch’io. 
Com’è liberante tutto questo!
Il Signore Gesù è schietto, chiaro, perché è veritiero, anzi Egli è La Verità, la pietra d’inciampo. 
 
E noi non desideriamo meno che la Verità, perché la Verità ci fa liberi. Sapere che siamo bisognosi di essere perdonati ci libera e ci riconcilia. 
Natale è vicino: facciamo Natale “liberati“. 
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