Matteo 9, 14-15
In quel tempo. Si avvicinarono al Signore Gesù i discepoli di Giovanni e gli dissero: «Perché noi e i farisei digiuniamo molte volte, mentre i tuoi discepoli non digiunano?». E Gesù disse loro: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno».
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Gesù è motivo di gioia.
Lo “sposo”, come già Giovanni Battista lo aveva definito, è tra noi, per questo siamo lieti.
Sì, ci sono momenti in cui la sua presenza è misteriosa, in cui ne sentiamo la mancanza ed è lì che il nostro cuore “digiuna”.
Ma è perché ci è accaduto di incontrarLo che sperimentiamo la sua mancanza, san Tommaso d’Aquino infatti diceva che “la tristezza è nostalgia di un bene assente“, un bene che si è conosciuto in precedenza.
Occorre un cuore affamato e assetato per riconoscerLo, occorre un cuore mendicante, una povertà di spirito.
Davvero niente può sfamarci e dissetarci quanto Lui, cerchiamoLo dunque!
Egli si fa trovare perché “Il Signore è vicino a chi lo cerca” (salmo 145)


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