Giovanni 13, 31-36
In quel tempo. Quando Giuda Iscariota fu uscito, il Signore Gesù disse: «Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui. Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito.
Figlioli, ancora per poco sono con voi; voi mi cercherete ma, come ho detto ai Giudei, ora lo dico anche a voi: dove vado io, voi non potete venire.
Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri.
Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri».
Simon Pietro gli disse: «Signore, dove vai?». Gli rispose Gesù: «Dove io vado, tu per ora non puoi seguirmi; mi seguirai più tardi».
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In questo racconto di Giovanni ci troviamo con gli apostoli nel cenacolo, Gesù ha lavato i piedi ai suoi amici e ha svelato il traditore; inizia un lungo, profondo discorso proprio con le parole di questi versetti che culminano con la consegna di un comandamento da Lui stesso definito “nuovo”: è il comandamento dell’amore, ancora di più, è il comandamento del Suo amore, del Suo modo di amare, che è perfetto.
Mi sono chiesta: perché nuovo?
Gesù e i suoi discepoli sono cresciuti dentro alla rigida educazione rabbinica, aggrovigliati in una ragnatela di regole, ma durante la Sua vita pubblica ha dimostrato tante volte come sia importante scegliere sempre l’amore al Padre e alle Sue creature, in particolare le più fragili, prima del rispetto dei cavilli vuoti e sterili sui quali si costruiva la Legge. Scandalo!
E dopo poche ore da quella tenerissima confidenza nel Cenacolo, Gesù ha dimostrato con i fatti fin dove può spingersi il suo amore: è totale, radicale, non risparmia niente, nemmeno la vita, donata sulla croce. Enorme scandalo!
Come si fa ad amare così?
Credo che il Signore non si aspetti da noi la perfezione che appartiene solo a Lui, ma l’intenzione sì, la tensione sì, il tentativo sì.
Soprattutto la Fede! La Fede nel fatto che solo amando ostinatamente si vive sul serio, solo donando tutta la vita nel quotidiano, che a volte spezza le gambe con la sua schiacciante continuità, si vive davvero.
Personalmente sto vivendo questa tensione come un profondo desiderio di amare così e una profonda frustrazione nel non riuscirci; ma forse questa è la conferma di quanto Gesù abbia ragione nell’indicare questo modo di amare come la strada giusta per essere felici.
Forse non è arrivare al risultato ma tendere con determinazione, sbagliando, cadendo e riprovando, che permette di vivere all’altezza del nostro desiderio. La Sua Mamma dolcissima, maestra di questo amore, ci aiuti in questo arduo e affascinante sentiero.


1 comment
Lucia
11/05/2026 at 7:11 amGrazie, realtà e desiderio sul nostro cammino.
“Ci hai fatti per Te, Signore, e il nostro cuore è inquieto finché non riposa in Te” (s. Agostino)