Eravamo una ventina di persone e camminavamo nel parco di Brenno, vicino a Costamasnaga; era una domenica pomeriggio di novembre e avevamo il cellulare in mano per ascoltare le tracce audio: è stata l’occasione per conoscere la vita e la spiritualità di Pier Giorgio Frassati, recentemente canonizzato da Papa Leone.
Grazie ai contributi audio, preparati e raccolti su un sito appositamente realizzato da una commissione diocesana di AC (https://sentierofrassati.coopindialogo.it), la figura di questo giovane, vissuto un secolo fa, ha iniziato ad assumere contorni più precisi. Tappa dopo tappa, la sua personalità, i suoi interessi, gli impegni nei più svariati ambiti della vita hanno permesso ai presenti di capire che la santità è una strada impegnativa, ma non è riservata a pochi prescelti: riguarda invece le attività quotidiane e la capacità di vedere con gli occhi della fede quanto si agita nella storia, a partire dalle gioie e dalle fatiche di chi ci vive accanto.
La passione di Pier Giorgio per la montagna è la metafora del suo desiderio di avvicinarsi sempre più a Dio. Il motto “Verso l’Alto” è suo e lo rappresenta davvero bene.
Questo brillante giovane torinese, con un avvenire promettente, ha sorpreso i partecipanti alla passeggiata per la sua capacità di coinvolgere gli altri nel fare il bene, nel darsi da fare per soccorrere i poveri, per tutelare i diritti dei lavoratori, per custodire e vigilare sui valori costituzionali e democratici, in un’epoca in cui si stavano addensando sull’Italia e sull’Europa le tenebre dei regimi totalitari.
Il giovane Frassati era membro non solo dell’Azione Cattolica, ma anche della FUCI (Federazione universitaria cattolica italiana) e della San Vincenzo: appassionato della vita, del mondo, ma con un orizzonte più alto, con lo sguardo puntato al Cielo. Quello che faceva era nel nome del Vangelo, con discrezione e spontaneità, lasciando una testimonianza forte e autentica.
Quando morì all’improvviso, a soli 24 anni 100 anni fa, a due esami dalla laurea, i tanti amici e le numerosissime persone di ogni condizione e provenienza che parteciparono al suo funerale testimoniarono quanto bene Pier Giorgio aveva seminato e raccolto, senza che i suoi stessi parenti potessero immaginarlo, tanto da rimanerne molto sorpresi.
Ripercorrere le tappe della sua vita, attraverso il “Sentiero digitale Frassati” è stata un’occasione per risvegliare nei partecipanti il desiderio di santità. La scelta di mettersi in cammino è risultata molto efficace per vivere l’esperienza in modo comunitario e per sintonizzarsi meglio con questa figura, che sapeva trascinare tutti Verso l’Alto.
SN


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