Matteo 5, 2. 43-48
In quel tempo. Il Signore Gesù si mise a parlare e insegnava alle folle dicendo: «Avete inteso che fu detto: “Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico”. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti.
Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani?
Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste».
#immaginesomiglianza #amatenemici #cuoreinattesa #perfezione #PadreNostro
Spaventosamente attuale la liturgia di oggi: la Prima Lettura ci ricorda la grandiosità di cui siamo fatti e cui siamo chiamati per volere di Dio, che ha creato tutto con Sapienza, dando a ciascuno il suo “buon sapore”, invece la Seconda sembra scritta avendo davanti agli occhi la nostra situazione umana mondiale!
E noi? dove ci collochiamo? siamo più propensi a cercare la nostra sicurezza altrove nei nuovi idoli mondani, oppure siamo pienamente consapevoli della nostra natura ad immagine e somiglianza del Padre di cui siamo figli? (come ricordava Paolo settimana scorsa nella Seconda Lettura)
La portata sconvolgente del Vangelo, poi, non ha limite! “amate i vostri nemici” (v.44). Impossibile, direbbe la maggioranza dei miei studenti, “pregare per chi ci perseguita” (v.44), impensabile per molti, forse anche per me.. Però se rifletto bene, so che nel fondo del mio cuore abitato dallo Spirito di Dio, rinnovato nella Pentecoste, non c’è rassegnazione alla cattiveria e all’egoismo da cui sono circondata, alla fatica del trovare spazi di accoglienza e ascolto, alla delusione rispetto ad amicizie sfilacciate, perché il cuore è sempre in attesa della fraternità, della bontà, del lavoro fatto per bene insieme a colleghi, del tempo condiviso, di amicizia donata, del servizio disinteressato, di incontri buoni, della felicità per gli amici i familiari le persone che mi sono care, della pace per sorelle-fratelli lontani che stanno continuamente subendo ingiustizie….
Allora, Signore, regalami un pizzico della Tua “perfezione” (v.48) dell’amore, che il Figlio Tuo ci ha mostrato sulla Croce, perdonando i suoi uccisori e contemporaneamente tutti noi quando riproponiamo le stesse scelte di esclusione, invidia, critica, pretesa, giudizio verso gli altri “uccidendo” i fratelli (che i nostri occhi percepiscono come “nemici” in quel momento). Donaci ancora e sempre il gusto della fraternità, così che davvero non esistano più “nemici”! Preghiamo con gusto il “Padre Nostro” dove riconosciamo i nostri peccati, ci affidiamo alla Tua Misericordia riconoscendo la Tua paternità e la nostra fratellanza, così che gli altri ci riconoscano “cristiani” credibili.


No comments yet. Be the first one to leave a thought.