La bellezza è negli occhi di chi contempla

I Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

I Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

 Luca 9, 7-11

In quel tempo. Il tetrarca Erode sentì parlare di tutti questi avvenimenti e non sapeva che cosa pensare, perché alcuni dicevano: «Giovanni è risorto dai morti», altri: «È apparso Elia», e altri ancora: «È risorto uno degli antichi profeti». Ma Erode diceva: «Giovanni, l’ho fatto decapitare io; chi è dunque costui, del quale sento dire queste cose?». E cercava di vederlo.

 

 

Al loro ritorno, gli apostoli raccontarono a Gesù tutto quello che avevano fatto. Allora li prese con sé e si ritirò in disparte, verso una città chiamata Betsàida. Ma le folle vennero a saperlo e lo seguirono. Egli le accolse e prese a parlare loro del regno di Dio e a guarire quanti avevano bisogno di cure.

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Quanto ci piacerebbe ascoltare ancora oggi per la Palestina, l’Ucraina, il Sudan, il Libano.. queste parole di Isaia della prima Lettura (Is 65, 13-19): “Ecco, infatti, io creo nuovi cieli e nuova terra; non si ricorderà più il passato, non verrà più in mente, poiché si godrà e si gioirà sempre di quello che sto per creare, poiché creo Gerusalemme per la gioia, e il suo popolo per il gaudio. Io esulterò di Gerusalemme, godrò del mio popolo. Non si udranno più in essa voci di pianto, grida di angoscia».”

Siamo davvero fiduciosi che siamo qui sulla Terra per una vita di gioia? oppure ci lasciamo disperare da tutto quello che di tragico avviene drammaticamente nel mondo?

Non sarebbe difficile da mettere in pratica una vita buona, ci viene in soccorso la Lettera di Paolo (Ef 5, 6-14): “Un tempo infatti eravate tenebra, ora siete luce nel Signore. Comportatevi perciò come figli della luce; ora il frutto della luce consiste in ogni bontà, giustizia e verità.”

Da questo ci riconosceranno come discepoli di Cristo, se avremo amore gli uni verso gli altri! (ci dice un altro passo di Vangelo)

Certo, la vita facile non è per nulla garantita, anzi, e ce lo ricorda bene il brano odierno, dopo il martirio di san Giovanni! Esistono ancora “Erode” che non riescono a sconfiggere il male interno e esterno vicino a loro. Anche noi talvolta non ne siamo capaci.

La brutta fine del profeta, però, non ferma Gesù nel proseguire la sua missione di ascolto, cura, annuncio del regno di Dio! Ma non ha rinunciato, come Giovanni, a “denunciare” storture, chiusure, a chiedere conversione del cuore e della mentalità, indicando cosa è giustizia e verità.

Il Vangelo, la novità di Cristo, questo richiede!

Poi il bene compiuto lascia il segno! Questa è la forza che deve spingere anche noi ad impegnarci qui ed ora! se noi siamo credenti è grazie a tanti Giovanni Battista che hanno dato la vita per il Vangelo senza risparmiarsi, che ci hanno permesso di fare un incontro con Cristo risorto. Anche noi siamo invitati a prenderci cura delle “ferite” e della “fame” delle persone intorno a noi (genitori, coniuge, figli, nipoti, vicini di casa, amici, studenti..) cioè ad un ascolto sincero, perché tenerezza, attenzione, disponibilità all’ascolto è ciò di cui ciascuno di noi ha tanto bisogno e che non trova se non poche persone disposte a farlo. 

 

Ti chiediamo, Signore, di donarci Il Tuo Spirito, la tua forza d’Amore, che ci aiuti ad essere “veri figli della luce“, mettendo in agenda nel nuovo anno pastorale (e scolastico) buoni propositi di “bontà, giustizia, verità“, sostenendoci nei momenti della prova in cui siamo chiamati a non tacere contro le ingiustizie e le falsità. 

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