La bellezza è negli occhi di chi contempla

Feria aliturgica – 5° Venerdì di Quaresima

Feria aliturgica – 5° Venerdì di Quaresima

Proponiamo una riflessione di Papa Leone XIV:

Oggi contempliamo il vertice della vita di Gesù in questo mondo: la sua morte in croce. I Vangeli attestano un particolare molto prezioso, che merita di essere contemplato con l’intelligenza della fede. Sulla croce, Gesù non muore in silenzio. Non si spegne lentamente, come una luce che si consuma, ma lascia la vita con un grido: «Gesù, dando un forte grido, spirò» (Mc 15, 37). Quel grido racchiude tutto: dolore, abbandono, fede, offerta. Non è solo la voce di un corpo che cede, ma il segno ultimo di una vita che si consegna. […]
In quel momento, il cielo si oscura e il velo del tempio si squarcia (cfr. Mc 15, 33.38). È come se il creato stesso partecipasse a quel dolore, e insieme rivelasse qualcosa di nuovo: Dio non abita più dietro un velo, il suo volto è ora pienamente visibile nel Crocifisso. È lì, in quell’uomo straziato, che si manifesta l’amore più grande. È lì che possiamo riconoscere un Dio che non resta distante, ma attraversa fino in fondo il nostro dolore.
Il centurione, un pagano, lo capisce. Non perché ha ascoltato un discorso, ma perché ha visto morire Gesù in quel modo: «Davvero quest’uomo era Figlio di Dio!» (Mc 15, 39). È la prima professione di fede dopo la morte di Gesù. È il frutto di un grido che non si è disperso nel vento, ma ha toccato un cuore.

 

Accogli e rilancia, Gesù, le grida di quella parte di umanità che si sente triste, sola, senza speranza.
La voce di questi uomini e donne possa toccare il cuore di tutti perché concretamente ciascuno faccia i passi necessari per un mondo nuovo dove l’Amore sia metro di misura.

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