La bellezza è negli occhi di chi contempla

Dedicazione Basiliche romane ss. Pietro e Paolo

Dedicazione Basiliche romane ss. Pietro e Paolo

 Matteo 7, 21-29

In quel tempo. Il Signore Gesù diceva alle folle: «Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. In quel giorno molti mi diranno: “Signore, Signore, non abbiamo forse profetato nel tuo nome? E nel tuo nome non abbiamo forse scacciato demòni? E nel tuo nome non abbiamo forse compiuto molti prodigi?”. 

Ma allora io dichiarerò loro: “Non vi ho mai conosciuti. Allontanatevi da me, voi che operate l’iniquità!”.

 

 

Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia.

 

Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande».

 

 

Quando Gesù ebbe terminato questi discorsi, le folle erano stupite del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come i loro scribi.

#offrirelapartemigliore #farelaSuavolontà #casasullaRoccia

Non chiunque dice Signore, Signore.…”: cosa c’è di errato in questa affermazione? C’era forse qualche fallacia quando Caino portò i doni al Padre? 

Cosa sbagliamo quando nel cuore pensiamo di compiere una buona azione (come coloro che stanno ascoltando Gesù) ?
Questo brano di Vangelo è vicinissimo alla nostra quotidianità. 
Spesso agiamo mossi “dalle nostre buone intenzioni“, talvolta preghiamo “come ci hanno insegnato”, altre volte siamo fermamente convinti di offrire al Signore il nostro meglio…
Ma siamo sicuri di aver fatto serio discernimento prima delle nostre azioni?
Siamo sicuri che la nostra sia un’autentica preghiera del cuore e non un vuoto chiedere o ripetere formule?
Siamo proprio certi di offrire a Dio e agli altri la parte migliore di noi?
 
Molte volte ciò che facciamo, seppur mosso da buone intenzioni, è slegato dal desiderio di FARE LA SUA VOLONTÀ.
Questo, invece, dovrebbe essere il cuore del discepolato.
Solo radicando il nostro volere in quello del Signore, respirando del suo Spirito, facendo battere il nostro cuore al ritmo di quello di Gesù… la nostra casa sarà fondata sulla roccia.
Solo così avremo relazioni significative, faremo scelte di autentico bene, rimarremo in piedi anche in mezzo alle tempeste che sempre ci colpiranno.
 
Preghiamo insieme dicendo:
Sei tu, Signore, la nostra speranza”
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: